giovedì 11 giugno 2015

Ora

Sentimenti. Penso proprio di dover riporre in cassetti, ben piegati, un po' di sentimenti che sventolano alla rinfusa tra la testa ed il cuore. Paura, per esempio. Sperimentare un senso di soffocamento, di morire forse, anche se hai comunque la certezza che passerà. Tutto passa. Anche la fame d'aria. Invidia, non di quella brutta, anche se - a pensarci bene - l'invidia è sempre un po' brutta e triste. Roba da anime piccole, volendo. Invidia per chi ha l'oggetto del tuo amore e della tua tenerezza lì, a portata di abbraccio... mentre tu devi aspettare mesi, per un giorno appena di coccole. Tristezza. Anzi, frustrazione, che più che un sentimento è uno stato, una condizione: beh c'è un momento in cui speri di ottenere, di tirare le reti in barca e trovarci dentro una ricompensa... anzichè i residui di mota. E a sospingere questi drappi scuri e pesanti, venti di desiderio, di gioia, di memorie. Voglie e ricerche. Passioni e sapori. Impegno e forza. Costanza e bramosia. Una certezza: sentirsi viva.

giovedì 7 maggio 2015

Piccole cose

Sono giorni pesanti, tutti. Sempre. Poi arriva una canzone, l'aroma delicato di una candela profumata, la luce tenue di una fiammella, le pagine di un libro che non vedo l'ora di divorare riga dopo riga, il tepore già estivo che m'avvolge. Ed è felicità.

martedì 31 marzo 2015

Facciamo il punto

Non è che sia successo chissà cosa... o forse sì.
Magari è un po' come quando si attraversa una tempesta... ti senti sballottato da tutte le parti, in balia del vento che ti sferza il viso e ti schiaffeggia, l'acqua che ti inzuppa gli abiti e penetra fino alle ossa, facendoti sentire piccolo, indifeso davanti alla furia della natura. Poi passa... e torna il sole, o semplicemente smette di piovere ed il cielo è meno minaccioso di prima e pensi che, a pensarci bene, non era così tremendo come pensavi... "E' passata, è finita anche questa!"
Davvero non so se ho attraversato una delle battaglie più intense della ia vita, se è solo una fase, un momento, se era una sfida, di quelle che io amo tanto perchè tanto mi piace mettere alla prova la mia resistenza, le mie capacità di resilienza... resistere, vincere... per lo meno provarci.
Oggi posso dire di averci provato e di aver vinto. Forse ho pagato un costo abbastanza alto: ho azzerato ogni forma di energia, i contatti con il mondo, i legami sociali sono indeboliti, i profitti lavorativi sempre più risicati... Sono stanca, parecchio stanca.
Sento, tuttavia, giusto nel petto, a sinistra, poco più in là dello sterno, un punto speciale, come una sfera rigonfia d'orgoglio che quando respiro un po' fa male ma allo stesso tempo mi sussurra in una lingua che solo io odo "Ce l'hai fatta!!!".
Si ce l'ho fatta.
Mi è costato 15 anni di dolore, di frustrazione, di notti insonni, di fatiche, di paure, di sudori freddi e nervosismi... ma "ce l'ho fatta".
Lo ripeto lentamente, per assaporare bene il sapore di questa sensazione "Ce - l'ho - fat- taaa..."
Respiro lenta.
Mi sento leggera e pure pensate. Volo ma ho i piedi e la testa più ancorati che mai al suolo.
Vorrei che mi sfuggisse una lacrima, come qualche mese fa - era fine gennaio - quando per strada leggevo la conferma della mia prima piccola vittoria. Non esce, ma va bene così.
Ora non resta che coltivare in un vaso più grande un sogno che correva il rischio di rimanere chiuso in un cassetto... e di fare la muffa.

Oggi c'è anche il sole. Sarà per questo che mi sento più felice.

venerdì 10 ottobre 2014

Nuovi ritmi di giornata

La parte della giornata che amo è il mattino.
La radio esplode in mille suoni che rimbombano nel silenzio della camera da letto, sottraendomi alle braccia di Morfeo in modo delicato ma deciso.
La luce filtra dalle tapparelle, che lascio apposta dischuise al nuovo giorno la sera prima.
Le lenzuola profumano di buono, di tepore ma non per questo mi legano ammalianti a loro.
Mi alzo ed il primo passo della giornata, dopo aver salutato il sole, è immergermi qualche minuto nella lettura. In silenzio.
E' il momento migliore per leggere: le emozioni arrivano più blande, la mente si mette in funzione senza troppi sforzi e le pagine scorrono una dopo l'altra sotto il mio indice mentre l'acqua si riscalda per regalarmi un buon caffè.
Dopo una buona mezz'oretta è tutto pronto: il cappuccino, i succhi di frutta, i biscotti e le fette biscottate, le merendine per il break a lavoro, l'acqua di cui non posso mai fare a meno a litri.
Il palazzo, intanto, si sveglia.
La vicina porta la bambina a scuola, la signora del piano di sopra trascina le ciabatte rumorosamente tra una stanza e l'altra, gli operai di fuori scaricano i materiali per ripristinare la strada. Qualcuno porta a spasso il cane e i motori delle macchine cominciano a inondare la valle fino a poco prima nebbiosa e silente.
La colazione sancisce il definitivo avvio della giornata.
Ieri due mesi esatti di una nuova vita, in una nuova casa, tra nuove abitudini e nuovi ritmi.
Peccato che la cena e soprattutto il dopo pranzo, non siano così dolci e accattivanti come il buongiorno.
Tipicamente a pranzo è semrpe troppo tardi quando finisco di lavorare. Troppo tardi per preparare qualcosa di buono, troppo presto per restare a lavorare o andare da qualsiasi altra parte.
E così finisce che si mangia male, si mangia troppo ed ogni morso è un "mi manchi", un "non voglio sentirmi così sola", un "non mi piace qui", un "sono arrabbiata"... Eh si. Quelle come me funzionano così: la gioia e la felicità saziano lo spirito quanto il corpo, ma la rabbia e le solitudini lo devastano e rovinano l'appetito e la linea.
E si arriva così a sera, ancor più stanchi, più delusi, speranzosi in qualche nuova nota di dolcezza... Più facilmente mi abbandono a quelle pagine e a quelle coperte che mi hanno salutata all'alba.

Il tempo

C'è il tempo da riempire
e il tempo da vivere.

Il tempo dell'efficienza tecnologica
e il tempo della laboriosità e delle responsabilità.

Il tempo dei molti incontri fuggevoli
e il tempo dell'ascolto e della condivisione.

Il tempo "libero" ma serrato e vincolato
e il tempo della fedeltà e della creatività.

Il tempo del consumo
e il tempo del dono e della gratuità

Il tempo dell'assordamento
e il tempo del silenzio.

Il tempo dell'utilità immediata
e il tempo del gustare e dell'assaporare.

Il tempo del "tutto subito"
e il tempo dell'attesa.

Il tempo dell'avere
e il tempo dell'essere.

Il tempo dei compromessi
e il tempo della scelta.


Io mi ritrovo a vivere tutti questi tempi contemporaneamente: