giovedì 29 settembre 2011

29 settembre

Oggi mi sto sulle scatole. Capita.
Più che altro è l'apatia del mio fluddo di pensiero, che rincorre sempre gli stessi discorsi, u po' come un cane stupido che gira su se stesso per prendersi la coda.

E' una pacificazione dei sensi ammettere che sono stanca.

Istinto no? che farei se potessi dare ascolto all'istinto e non al dovere, alla ragione, al raziocino?

Una scelta diversa, anche se solo immaginata, mi induce a pensare che sia un po' come rifocillare sogni troppo deboli per ergersi da soli in piedi, come quegli steli troppo sottili e flaccidi per poter reggere corolle variopinte e rigogliose.

Ecco... se potessi dare ascolto al mio istinto mi piacerebbe ora, oggi, essere nel bel mezzo di una lezione universitaria o di un corso: un corso di scrittura creativa, un corso di ... di qualunque cosa che appaghi la mia curiosità ed inclinazione, circondata da gente propositiva e ricca. Ricca d'idee e di voglia di fare, s'intende.

Che bello l'istinto: forse è un nome diverso che ho dato al coraggio di ammettere che, in fondo, la mia fantasia non è andata perdeuta.

2 commenti:

  1. io faccio fatica a distinguere i sogni forti da quelli deboli... non saprei! però la fantasia va coltivata :) benarrivata su blogspot giò! :) baci

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  2. Pimpi... dovrò comprare tanta concime allora ;) così vengono su meglio questi sogni!!!

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