mercoledì 28 settembre 2011

Divagazioni

Esistono pagine e pagine già scritte, raccontate, presenti magari solo nella nostra mente eppure vivide e reali come se sul serio profumassero di carta, quella ruvida porosa, su cui la grafite della matita rilascerebbe minuscole particelle nere.

Esistono pagine scritte bellissime, che fanno parte di noi, senza che di nostro ci sia davvero una come una sola parola.

Esistono pagine bianche tutte da riempire.

La sfida è questa: riempire nuove pagine di qualcosa che abbia un senso, un senso condiviso per lo meno con la parte più gelosamente custodita di noi stessi.

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