venerdì 14 ottobre 2011

Durante una festa

Mi lamento spesso di sentirmi sola, come se la solitudine fosse un qualcosa di impastato dentro di me, nelle fibre dei miei muscoli, che circolasse liberamente nel plasma, fino a raggiunger eil cuore di ogni mia cellula. Non mi intossica più, ormai: si sa che l'assunzione costante di piccole quantità di sostanza alla lunga portano all'assuefazione.
Chissà se esista una forma di craving anche per la solitudine.

Mi lamento di essere sola anche intorno a tanta gente chiassosa che festeggia il settantesimo compleanno di un simpatico e corplento ometto dalla faccia rossa e accaldata. E' una sensazione di calore generale quella che ti investe in occasioni del genre, che prescinde dal fatto che siano stati accesi i caloriferi, che si stia mangiando troppo e che ci sia troppa gente stipata in un salore addobbato a festa con corolle di tovaglioli in tonalità di verde diversi. Un calore che è tanto piacevole sulla pelle, sulle labbra, sulle guanciotte dei bambini; un calore che si manifesta in chiacchierate fodante sul nulla o sul poco, sulla circostanza, sui consigli, sui progetti per il futuro, sul "come arrederesti questo?", sul "mi hanno proposto un contratto con un montante ore maggionre, ma con paga quasi identica..." o ancora "non devi trasmettere a tuo figlio quest'ansia... lascialo libero..." (di uccidersi o farsi male? penso io tra me e me - ma qeusta è un'altra storia)

E' un calore, tuttavia, che non lambisce nemmeno quel lato oscuro che mi porto dentro: talvolta piccolissimo da ridursi ad una capocchia di spillo, anzi al foro di un ago in cui mamma metteva a fatica il capo di un filo di seta, quando ancora ci cuciva qualcosa a mano la notte, altre volte immenso, una voraggine che ingoia tutto, ma prorpio tutto, talmente tutto che poi mi viene pure da rimettere.

E' una condizione normale quella di sentirsi soli anche tra le folle, così come è una condizione altrettanto naturale - all'estremo opposto - sentirsi pieni anche in un deserto. Questione di equilibri, primo fra tutti quello raggiunto con se stessi.

E se ci aggiiungi persone ipocrite, se ci metti volti estranei, se ci metti il desiderio di sentirti improtante almeno un'ora al giorno per qualcuno, se ci aggiungi che tutto il giorno tutti i giorni non fai che pensare ad altro per dimenticarti di ciò che davvero contava per te, allora ti chiedi quanto sia vera questa solitudine.
Alla fine non sei tu a viverla, ma è un sacco vuoto con la tua faccia, che riempie lo spazio e il tempo somigliando a te ma che non è realmente te. E' un impostore quell'essere che porta in giro il mio nome, i miei abiti, il mio sguardo spento, le mie scarpe preferite ed il mio nuovo profumo. Ne sono certa.

Quella vera di certo è fuggita di notte, protetta dal manto voluttuoso delle nuvole cariche di pioggia sotto una lingua d'asfalto che si srotola tra i campi incolti e gli uliveti che mi riportano a casa. Non c'è da temere, è illusione questo vuoto, non lo vivo io davvero.

7 commenti:

  1. Spesso mi sento due in una anche io... sarà difficoltà di percepirsi o accettarsi in toto?
    Buon week...e che sia sentendoti meno sola!

    Ps: avevo lasciato dei commenti in alcuni post addietro ma ... non ne trovo traccia!Che stress questi blog!

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  2. ti capisco perfettamente, capita anche a me molto spesso...!

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  3. Stefilù non so che dirti, qui sono nuova e non comprendo i meccanismi ancora. Per ilr esto è già difficile alzarsi, guardarsi allo specchio e affermare "si sono io questa"! :)

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  4. Audi, per lo meno non sono una marziana...succede anche ad altri :)

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  5. Purtroppo alle volte mi sembra come se non mi guardassi mai allo specchio anche se lo faccio quotidianamente, ogni mattina. Perchè alla fine se mi chiedo chi sono io ancora bene bene non lo so. Sono una turbolenza di emozioni, di sentimenti, di stati d'animo di euforia e stati d'animo di profonda tristezza. Sono un pò delusa di me stessa, pensavo avrei potuto fare di meglio. O forse il fatto è che quando ci provo la mia testa subisce tanti di quei dati negativi che aumentano ogni volta che mi rendo più consapevole di ciò che ho attorno o delle crude realtà. che spesso ricado di nuovo, in un a profonda malinconia. Perchè la verità è che noi siamo soli, o meglio, tutto è un contorno di tutto e di niente. Siamo destinati ad un qualcosa, e facciamo fatica, ogni giorno, chiediamo un pò d'affetto, ma raramente veniamo saziati come vorremmo. E allora proviamo a diventare alberi duri e forti, perchè ci vuole della forte corteccia per sopravvivere ad ogni tempesta. Ma poi da qualche parte si arriva. Ne son sicura. E ciò che ci fa provare forti emozioni sono quei momenti in cui diciamo a noi stesse, brava!!! Cosi come sei, non ti cambierei per nessuna al mondo!

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  6. scusami, spero di non averti trasmesso tristezza, mi sono lasciata un pò andare dal mio stato d'animo ...
    sei speciale, e la compagnia che fai a te stessa deve essere già grande motivo di orgoglio.
    Ti abbraccio fortissimo AMICA MIA!

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  7. Eccola la mia GDN!! (Selvaggia di style)

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