giovedì 6 ottobre 2011

Grovigli

Grovigli.
Se mi dovessi guardare allo specchio, ma ad uno specchio magico, di quelli che deformano le immagini, magari facendo apparire un oggetto che ti equivale, che ti rappresenta in questo stesso istante in cui ti specchi e vai in cerca del riflesso dei tuoi occhi su un pezzo di vetro, presumo vedrei un gomitolo.

Un gomitolo dà l'idea di qualcosa di morbido, di soffice. Rimanda all'idea classica del gatto piccole e tenero, che gioca ad inseguirne uno, caduto dalla cesta del cucito di una santa donna, che, accoccolata su di una poltrona, riscaldata da un fuoco accogliente, rammenda qualcosa con la dedizione e l'affetto che solo una mamma o una nonna sanno manifestare quando realizzano qualcosa di banale e di speciale per coloro che amano.

Un gomitolo, quello che vedrei riflesso, non sarebbe solo soffice. Soffice come i miei capelli appena lavati e voluminosi. Sarebbe piuttosto un groviglio. Un grovilgio di pensieri, di amarezze, di rospi ingoiati perchè è meglio larsciar perdere tanto non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e non c'è peggior persona di chi si mette in testa qualcosa e ne è pregna fino al midollo, rendendo quel pensiero, quell'idea, quella convinzione una certezza inalienabile, costitutiva del proprio essere.
Un groviglio di "basta!", "non ce la faccio più", di "fatti i fatti tuoi", "vai a quel paese", "non rompere", "mi soffochi", "non mi rispetti", "mi rendi infelice". E giù di improperi, di rabbia sputata per terra come fanno certi ragazzini maleducati con il loro chewing- gum davanti ai pub.

Un groviglio, di cui, ne sono certa, esiste un capo. Ma se non mi decido a tagliuzzare i nodi, a sbrindellare i pezzi troppo avvolti su se stessi, talmente tanto che sarebbe una follia provare anche solo a separarli perchè i fili si sciuperebbero e si romperebbero comunque, ecco... temo che rimarrò un gomitolo brutto e voluminoso ancora a lungo.
Non c'è modo di quietare la rabbia se non le si lascia una qualche forma di libero sfogo.
Non c'è modo di proseguire se non ci si rialza sulle proprie gambe e, poi, ripartire così da capo

“Osserva un artista, se è davvero in gamba, gli capita sempre prima o poi di arrivare al punto in cui potrebbe fare un unica cosa per il resto della vita, e per tutto il mondo esterno continuerebbe ad avere successo ma non avrebbe successo per se stesso. Quello è il momento in cui si vede davvero chi è, se si mette in gioco rischiando il fallimento, è ancora un artista.”

2 commenti:

  1. Penso che i grovigli, le persone così un po' complicate - ma forse questa parola non rende a pieno, ma mi hai capita lo stesso - hanno tanto da insegnare a chi tira liscio...perché è con i nodi che si cambia il mondo :P

    Questo per dirti che avrai un personlità un po' complicata, insoddisfatta, con un po' di rabbia ma sei una persona speciale proprio per questo, perché il segno lo lascia chi conosce il bello e il brutto della vita e di se stessi.

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