lunedì 17 ottobre 2011

Pausa pranzo

Sono esausta. Esausta di quella stanchezza che si prova quando si è painto, pianto all'infinito, come quando ero piccola. Non so perché ma quei bei pianti che finivano con il lascarmi stremata, sfinita, accartocciata su me stessa, ma per lo meno pacificata, non sono più stata capace di "godermeli" più.

Sarà che quando si è grandi si perde anche il gusto di queste violente espressioni emotive. Sarà che crescendo diventiamo tutti precisini, rigidi, "mentalizzati".

Anche senza lacrime, oggi, mi sento come allora: non ho occhi gonfi, ma ho conquistato movimenti lenti, neanche mi fossi appena risvegliata da un sonno ristoratore profondo ed intenso, coccolata e protetta da braccia vigorose e avvolgenti, cullata da un respiro ritmico e caldo. Lentamente ho consuamto il mio pranzo, gustando boccone dopo boccone. Lentametne ho affondato le mani tra quelle di mamma, felice di aver ravvisato nel mio sguardo un pizzico di rianimata serenità. Quasi fosse una persona, quasi vivesse una vita propria la serenità che alberga dentro me. Ogni tanto fa le valigie e va via, poi torna piena di cartoline, di progetti, di rotoli di carta fine da disegno, la stessa che da adolescente sognavo stesa su un grande tavolo tecnico, bianco, con la lampada a luce calda, circondata da pennini, da china, da squadre e cerchiometri. L'amore per il progettare mi faceva tremare le mani di gioia: immagianre cose, volti, rappresentarli, colmarli di una scintilla di vaqua esistena, raccontarmeli e raccontarli.

Ho nostalgia di ciò che ero. Non c'è momento in cui non ci pensi e momento in cui non pensi a come ho fatto a smarrirmi così. Che poi, a pensarci bene, non sono smarrita, semplicemente sono evoluta in una specie diversa da quella a cui pensavo di appartenere. Come che so, un seme che credevamo di girasole, poi diventa una pianta di granturco: sono ugualmente accomunati da cromie precise, ma sono diversi.

Mi godo questa riconquistata condizione di pace: sedata da poco, non da lacrime, non da sfuriate, non da voluttuose emozioni in cui perdersi e ritrovarsi. Pacificata solo dal sentire per 45 minuti il mio corpo vivo, dai muscoli vibranti, con il respiro alla fine un po' corto, la luce rifratta dalle gocce di sudore all'attaccatura dei capelli, sopra l'occhio sinistro. Sono questi i momenti che, come una droga, mi portano ad una dimensione di essere infantile, in cui non c'è passato per il quale affliggersi o futuro per il quale nutrire ansie: ci sono  solo io e il mio presente.

Rinsavita per un attimo dalla mia condizione di atarassia mi sono chiesta perché mai non mi decida a operare una resezione del cervello e delle sue connessioni neuroniche: il pensare è il più grande dei miei mali ma la più grande passione rimastami.Vivo nei miei pensieri, dei miei pensieri e con i miei pensieri in un amplesso costante. Si, decisamente sono afflitta da ordinaria follia.

6 commenti:

  1. Questo spazio sembrerebbe un pò quel tavolo bianco con la lampada che emette luce gialla, e costruisci, crei le tue emozioni, cerchi te stessa e trasmetti emozioni a chi ti legge e a chi ti capisce ...
    c'è qualcuno, più di qualcuno, da qualche parte che arriva a casa e dopo dieci ore di lavoro ha voglia di passare a leggerti, e di sapere come stai, di riflettere su ciò che scrivi. Non credo tu sia viva solo quei 45 minuti, è solo che tra mille cose e poche si godono veramente a volte ci si scorda di esserci, di esistere. Perchè non è mica poi cosi facile rendersi conto di esistere. Sembra scontato, ma chi siamo noi? E cosa vogliamo veramente? Ci manca qualcosa? Cosa? Stiamo facendo la cosa giusta? Qualcuno ci ama? Chi è emotivamente portato a pensare profondamente e ricercare le proprie verità diventa una persona ogni giorno più ricca. La superficialità fa vivere meglio ma rende sordi e ciechi e lascia poco a se stessi e agli alti....
    UNA MIRIADE DI BACI ....

    RispondiElimina
  2. e i tuoi pensieri condivisi con noi saranno per sempre delle preziose gemme.

    RispondiElimina
  3. ...ribellati alla follia ma con essa stessa cambiati!

    RispondiElimina
  4. Pages, le tue parole sono come acqua che disseta, emozione che riscalda.
    Mi lusinga, e come, sapere che come dici c'è gente a cui importa sapere cosa penso, che provo, che dico... anche se intonro davvero ho troppo egoismo e aridità.
    Grazie, per rendere più bello il mio esistere.

    RispondiElimina
  5. Wallybis, magari i miei pensieri non saranno un prezioso di Tiffany... ma per me sono davvero importanti i vostri riscontri :D

    RispondiElimina
  6. TIta a molte cose non ci si pò ribellare...

    RispondiElimina