martedì 25 ottobre 2011

Potrei raccontare di come ho corso - malamente-  in palestra, di come mi sono allenata le braccia e le spalle corrugando il viso in tali smorfie di dolore e di fatica da dubitare io stessa che quello che vedevo riflesso allo specchio fosse proprio il mio.
Potrei raccontare del senso di benessere, di calore, di rinascita emotiva e fisica che vivo ogni volta che esco dalla porta a vetri per dirigermi sotto la doccia, con un'espressione inebetita e finalmente appagata.
Di appagamento, purtroppo, mi resta solo questo... e non credo sia poco.

Oggi all'incontro formativo con i colleghi, ho avuto la soddisfazione di sentirmi dire che sono stata brava, ma - come sempre- si può fare di più.
Di più, di più, di più.
Spesso quando si parla di obiettivi da conseguire, di mete, di sogni, di risultati da focalizzare, mi chiedo davvero quanto di autentico ci sia in tutto ciò, di davvero sentito, di meritato o di sudato. Mi chiedo quanto ci si creda nelle cose.
Si, è questione di credere, me ne convinco ogni giorno di più. Un atto di fede verso i nostri pensieri.
Credere di poter fare di più, crederci così tanto di farlo davvero quel di più.
Credere di poter guadagnare di più, sforzandosi il più possibile di giocare secondo le regole del mercato e conquistarsene sul serio una piccola fetta.
Credere di poter essere più brava in casa o in cucina, più brava a stirare a non trascurare i piaceri.
Credere di poter avere ancora un sogno, uno solo.

Ecco, è tutto lì: crederci.
Devo poter credere che quei sogni, anche se appartengono al mio ieri, non sono avulsi dalla mia storia, decontestualizzati, bensì presenti, in modi e forme diverse. Credere che esiste ancora un progetto, minuscolo, che vale la pena accarezzare, per quanto faccia paura e per quanto sia piccolo, per quanto sia più semplice fingere di dimenticarsene così farà meno male se non si dovesse realizzare.

Ecco, vorrei, dovrei, anzi, voglio, devo convincermi che può esistere una me migliore che non coincide con ciò che sognavo di essere, ma che le somiglia, che può e merita di avere una energia diversa nel dare il buongiorno al mattino, che non sia solo dovuta all'aver corso a perdifiato sul tapis roulant o zompettato senza sosta come una cavalletta impazzita.
Non può essere che sia destinata solo a questo mio presente (anche se oggi mi hanno detto che - almeno professionalmente- sono brava).

3 commenti:

  1. ciao, ti ho trovata da me e sono passata pe run saluto!

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  2. tu sei brava!!!
    ma come tutti sappiamo......si può fare di più!!
    dal momento della nascita ci viene detto questo.....ma qual'è il limite di quel di più???
    a volte sono sfinita per cercare di raggiungerlo!!!
    un bacione giò!

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  3. Per i nostri "capi" non si è mai bravi abbastanza, anche se nella maggior parte dei casi svolgiamo il nostro lavoro anche 1000 volte meglio di loro! Io le mie piccole soddisfazioni le ho coi clienti, (mai coi capi) e penso che questa sia la cosa + importante!

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