domenica 16 ottobre 2011

Risvegli domenicali

Quando al mattino apro gli occhi e saluto con un segno di croce, come ho sempre fatto sin da bambina, il mio nuovo giorno, mi piacerebbe avere la mente affolata di immagini colorate, il naso rinsavito da un fragrante aroma di caffè caldo, i sensi ancora intorpiditi da emozioni profonde e autentiche.

Quando mi stiro i muscoli e salto su in piedi, vorrei sentirmi leggera, come se galleggiassi sull'aria: tale vorrei fosse la mia energia e la mia voglia di sguazzare nella vita ancora e poi ancora, finché ce n'è.

Poi, realisticamente, mi accorgo che la mia vita è tornata ad essere quel rifugio di carta, di cibi di conforto, di colori spenti, di tepori autunnali. Mi accorgo che è un arrovellarsi su cose inutili, che tanto è stupido ripensare alle stesse identiche cose. 

Quando al mattino mi sveglio, vorrei avere una buona ragione per vivere al meglio quel giorno, un motivo che mi spiga a pensare che quello sforzo, si giusto quello, ma anche quell'altro, quell'altro ancora e via dicendo, sono valsi la pena.

Ecco si, vorrei che ne valesse sempre la pena, ma soprattutto vorrei avere il coraggio di eliminare ciò che non conta, ciò che è polvere assiepata sotto i divani e i cassettoni, come una coltre pesante che fa da confine ad un mondo altro. Si, inizio con sostituire il vorrei ed il dovrei con gli ho, i sono, i faccio, dico, vado, mollo. 

Questa domenica, anche senza caffè, con la doccia fredda, troppa spazzatura in giro nel mio corpo, è iniziata con un faccio (un dolce) e con un basta! Basta all'immobilità gozzanesca di questa vita fatta di piccole cose immobili.

Sono stata creata per altro e soprattutto per goderla la vita, non per sprecarla ancora e ancora.



PS: special thanks to Massimo, il fratello maggiore che avrei voluto avere, e Pimpi

1 commento:

  1. sono felice che ti sia piaciuta la poesia. è una di quelle che danno scosse... e grazie a te, che sei una donnina speciale!!! in bocca al lupo, per tutte le cose che fai e farai!! smack

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