lunedì 28 novembre 2011

Altri motivi per ringraziare

Sono appena rientrata in ufficio dopo la visita nello studio radiologico per quel mio maledetto ginocchio. La situazione temo sia poco più complessa e lunga di quanto volessi/sperassi.

Ciò che più mi ha colpita, di questa pausa pranzo passata in quello stanzone con luci al neon e una greca giallina e verdognola che spezza a metà le ampie pareti azzurre e gialle, è stata una bambina, seduta in braccio alla sua mamma, proprio difronte a me.

La sala è già piena ed è un susseguirsi di "buonasera" quando io e gli altri dopo di me, entrano. Mi colloco in punta di sedia, con la schiena impettita e lo sgaurdo un po' preoccupato nella sedia vicino il termosifone, proprio dietro la porta, una di quelle che conducono alle varie sale in cui io e gli altri verremo sottoposti ai vari esami...

La mia attenzione ricade ben presto su questa bimba dalla coda alta e folta, tutta rossa. Incarnato chiaro. Sembra una bimba irlandese, con occhiali enormi, che le oscurano il minuscolo viso. Non saprei darle un'età: magari 10 anni o forse meno o forse più. C'è un altro bimbo con la mamma e la nonna, proprio accanto a me. Lui di anni ne ha 11 - lo leggo nella cartelletta in cui c'è scritto che farà una tac. Mi mettono sempre tristezza e preoccupazione i bimbi che stanno male. Loro non hanno armi per difendersi, un adulto per lo meno ha un pizzico di esperienza in più, che quanto meno gli permette di dire dove, come e cosa gli fa male.

Guardando meglio questa bimba, mi accordo che il suo mento è ricoperto da una sorta di bendaggio blu, che le si lega al collo e che intravedo scendere sotto la camicia ed il maglione che si intravedono dal grande giubbetto rosa metallizzato che indossa. Colpiscono anche le sue gambe: sono magrissime, ma tanto, tanto, tanto magre... come quelle di Olivia nel cartoon di Braccio di Ferro. Ha anche delle scarpe strane... a ben vedere sono come delle Converse nella foggia, ma ortopediche e tanto imbottite dentro.

Mi sento in imbarazzo a guardarla, soprattutto quando vedo la mamma che le solleva il giubbotto da dietro la schiena per sistemarle qualcosa sotto il maglione. Vedo che ha un busto ortopedico.

Valentina, la receptionist, chiama il suo nome e la introduce nella sala delle lastre. La bambina si alza: le gambe non reggono il suo corpo, son davvero lunghe e magrissime come avevo già notato, ma non avevo notato che è tutta raggomitolata su quel busto. Questa bimba praticamente non ha spina dorsale: ogni "troncone" è legato all'altro da placche di ferro, un braccio le penzola da un lato, anch'esso lunghissimo e magro. Si trascia e scompare nel corridoio. Sembra... non saprei neppure io come dire... mi ricorda un po' quegli strani pupazzetti che popolano il cartone "La sposa cadavere" o tanti altri personaggi fantasy che hanno la tristezza negli occhi e il corpo imbarazzantemente deforme e debole.

Il mio primo pensiero è stato "Dio, aiutala. Dio perché?!"

Ecco un altro buon motivo per pensare che siamo fortunati. Una signora, appena scomparsa dietro la porta, commenta a voce bassa ma abbastanza alta da sentirlo tutti in sala: "Queste sono le vere disgrazie della vita. Una bimba piccola così..."

6 commenti:

  1. hai proprio ragione .. mettono una tristezza infinita i bimbi malati ... proprio loro che sono così fragili ed indifesi .. e viene da chiedersi perchè ... mi ha fatto venire i brividi leggere il tuo post ... rendersi conto ceh c'è veramente chi soffre e non puo' nulla di fronte a certe malattie ci fa sentire davvero fortunati .. con le nostre magagne più o meno risolvibili ... 1 bacione

    RispondiElimina
  2. Michela era una bimba a forma di "punto interrogativo"... non so come spiegare la visioeen di lei in piedi... davvero siamo fortunati in tantissime cose.

    RispondiElimina
  3. Struggente questo tuo post...ci dimentichiamo sempre di quanto siamo fortunati, poi capitano momenti così e capiamo. Anche a me si spezza il cuore quando vedo bambini che stanno male, che conoscono già così tanto dolore e tante difficoltà fin dalla tenera età...
    Un bacio

    Vale

    RispondiElimina
  4. mi arriva una stretta al cuore ad immaginare questa bambina costretta a soffrire senza un perchè!
    Un abbraccio cara Giò!

    RispondiElimina
  5. una lacrima scende dal mio viso!
    ho passato , anni fa, una settimana nel reparto infantile dell'ospedale della mia città! mio figlio sta meglio , anche se prende delle pillole tutti i giorni (epilessia)
    la vita a volte è violenta con i più deboli.....e noi dobbiamo alzare la testa, affrontare i nostri problemi senza lamentarci troppo!
    l'ho imparato....... è dura, ma funziona!
    notte giò....mi sembra di capire che pure tu sei una nottambula!
    un abbraccio♥

    RispondiElimina
  6. Brava G, è quello che mi ripeto sempre quando mi viene da lamentarmi di qualcosa. Non è un comparare le disgrazie ma solo la constatazione che ci sono persone che devono combattere ogni giorno con qualcosa più grande di loro.
    Un bacione

    RispondiElimina