mercoledì 16 novembre 2011

Bilance

Ho la mania di fare bilanci. La mania delle bilance. Di pesare, soppesare, valutare, giudicare. Ovviamente il piatto che pesa di più è quello su cui tendo a porre gli eventi negativi, i nei, le imperfezioni, i fallimenti, le negatività in genere...
Al solito, come sempre,. una di quelle che vede il bicchiere pieno a metà, ma pensa che si ok, è pieno per metà ed è fantastico rispetto ad averlo vuoto, ma si potrebbe riempire di più e sarebbe ancor meglio.
Una di quelle che "si può fare/dire/dare/ottenere di più". Una di quelle che "non è mai abbastanza".

More is better

A forza di sentirmelo dire sempre da mio padre, l'avròo fatto come mio mantra questa frase.

Così, di ieri, oltre all'intenso pomeriggio lavorativo, ciò che mi è rimasto in mente non è stata l'aria di festa, il chiasso, i bambini inalati a pieni polmoni per il 91^ esimo compleanno della nonna.

Non è neppure l'annuncio ufficiale delle nozze dell'amica (futuracugina) a tutta la famiglia. Un sogno che dopo anni e anni e tantissime lacriem e dolore diventa realtà. Una famiglia che lei va cercando da sempre: la sua famiglia intendo. Un nido solo suo, dove ricostruire una felicità che le è stata troppo in fretta e precocemente tolta... lei che la mamma cel'ha in cielo dopo tante sofferenze e anni di malattia, mentre era ancora una bambina. E quanto altro c'è stato di brutto per lei... Troppo, troppo davvero. E non se lo merita.
Penso che nessuno, a priori, meriti dolore, ferite immani come quelle che ha avuto inferte lei. Ma c'est la vie. Ha reagito nel miglio modo che ha potuto. E' una donna in gamba. Davvero.

La cosa che mi rimbomba nella testa è solo una, quella notizia che nessuno avrebbe voglia di sentirsi dire: un altro amici, poco più che quarantenne, padre di due bimbi, sta per lasciarci. Inoperabile. "finché dura, dura", così i medici... Pare durerà ben poco. Ed io, davvero non so come potrò mai affrontare lo sguardo di Samu e Giuly, quando li vedrò sabato al volontariato. Non so come potro sorridere candida a sua moglie, affrontare suo fratello, i nipotini, sua madre e il resto della famiglia, già duramente colpita da tanti lutti (e che lutti!)e malattie penose.

Non credo che ci siano risposte a molte di qeuste vicende. Se credi, ti affidi a Dio, certo che non sia Lui a volere il tuo male. Sin da quando ho perso il mio caro amico Paolo, ho sempre pensato che Dio ci affidi una missione, una parte minuscola- ma comunque una parte necessaria - in un suo progetto per noi imperscrutabile, incomprensibile... quadno abbiamo svolto la nostra missione, lui ci richiama a sé. Un po' come quando si costruisce una casa: ti servirà l'uomo che fa gli sbancamenti, ma anche chi ti taglia il ferro, chi prepara i sacchi di cemento e chi quei sacchi l'imbusta, senza sapere neppure che quei sacchi serviranno a te e alla tua casa... giusto per fare un esempio spicciolo.  Ecco, io spero solo che non manchi mai a nessuno la dignitià nell'affrontare la morte.
E' dura affrotnare la morte, parecchio. Io non riesco a togliermi dalle orecchie quel rantolo profondo di mio nonno, così forte che si sentiva per tutto il corridoio dell'ospedale, così profondo da far tremare il letto.
E' dura affrontare il dolore: ho impiegato mesi, anni, per comprendere la morte di Paolo. "Signore, perché non hai preso me?" ripetevo io in cuor mio, davanti a sua madre straziata, a suo padre... E come me tutti gli altri amici più cari. Amici da una vita.
E' dura pensare alla zia, che è volata in cielo silenziosa, come aveav vissuto gli ultimi dieci anni della sua vita, modesta e sincera. Autentica. La vdi  l'ultima volta dieci giorni prima che morisse. Le avevo portato un pasticcino con la crema e dopo averlo gustato, mi chiese di pulirle il viso con la spugna e di metterle un goccino del suo profumo preferito, al muschio bianco.

Non sono malinconica, non sono triste, sono solo fredda, senza parole, davanti ad un altro amico che presto andrà via, senza poter vedere crescere i suoi bambini. Adorabili.

La nebbia, come ottima bambagia, tiene avvolto cuore e pensieri, cosicché ancora non soffrano troppo per quello che docrà accadere e si godano il bello di sapere che la mia amica il 3 agosto del 2013 pronuncerà il suo "si", che l'altra amica è decollata alle 9.00 alla volta delle Ramblas di Barcellona, che l'altra diventerà a breve mamma di una bambina, che l'ultima a visto rinnovarsi per qualche altro mese il suo contratto, così da poter sperare di afforntare qualche spesa in più e cominciarea ristrutturare quella casa che ha da poco acquistato in previsione del suo di "si".


2 commenti:

  1. A volte sembra che le cose brutte si accaniscano su determinate persone, famiglie e non le mollino mai... per cui è molto triste sentire certe storie ed è ancora più triste sentirne sempre di più...
    Non credo in niente tantomeno nelle missioni ma mi chiedo sempre perché anche se di risposte non ce ne sono, bisogna accettare quello che è.

    Per fortuna ci sono anche le cose belle, che arrivano dopo tanto dolore, ne avranno anche questi poveri piccoli che presto perdereranno il padre di cose belle e le sapranno apprezzare molto di più.

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  2. Tita, ciascuno cerca di darsi delle rispste a proprio modo, ma fa male vedere che il brutto spesso si accanisca sugli stessi. Insomma... piove sempre sul bagnato... mai fu detta frase più azzeccata.
    Sihai ragione, per fortua ci sono anche lo cose belle.

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