venerdì 18 novembre 2011

Cardio wave mi manchi

No, non ne posso più... Non si può reggere questo ritmo: la gente è semprepiù intollerante, sgarbata, arrabbiata e trova piacevole scaricare le proprie tensioni sul prossimo. In questo caso il prossimo sarei proprio io. Eh si: non è bello sentrisi vomitare addosso vagoni di ira, di risentimento, di responsabilità che io non ho. Non è colpa mia se tuo figio, caro cliente, si frega i soldi dal tuo conto corrente: io non li uso i tuoi codici di accesso bancari né ti addebito spese non dovute.
Non è colpa mia, caro cliente, se tu sei idiota e non mi ascolti: ti ho dato un consiglio, tu non l'hai voluto accogliere, mi hai presa per stupida, ora non lamentarti.
Non è colpa mia se non ci sono soldi, se è tutto più caro, se non ho strumenti nelle mani per fare una ennesima rivoluzione industriale... ho una vita e un potere decisamente più modesti tanto nel mio ufficio quanto nei confronti della società.
No, non ci sto. Non se ne può più. E' da pazzi. E il collega che ti fa i bidoni, che ti fa assicurare - da metterci la mano sul fuoco - una cosa a tizio e poi - ovviamente - ti bidona. La colpa ovviamente mia. Chi ci mette la faccia sono sempre io. E chi ci rimette pure.
Chiedo di prendere una persona part time e mi rispondono no. In fondo, i miei sogni non sono i loro, le mie vie non sono le loro vie... parafrasando qualcuno di oltremodo più improtante di me...
Ho voglia di gridare, ma non posso farlo. Ci vorrebbe una via di sfogo. 

Il dolore al ginocchio, che ormai da tre settimane non mi da tregua (anzi la notte mi sveglio per via di profonde fitte che mi paralizzano letterlamente), mi impedisce di allenarmi come vorrei. Allenarmi, in questi casi, è il mio toccasana.

Ricordo ancora i miei primo e timorosi approcci con il mio corpo e con la palestra. Sembra un secolo e forse lo è... se è vero che il tempo è una dimensione relativa, come lo spazio, le dimensioni e tutto ciò che è umanamente misurabile: basta cambiare il proprio metro, il parametro con cui ci si confronta.

Ero impacciata, goffa, mi sentivo un figlio dell'omino Michelin che rotolava sul tapis roulant: odiavo stare sul tappetto. Mi sembrava che tutta la gente guardasse il mio grosso sedere sballonzolare segunedo la mia andatura più simile a quella di un ippopotamo che a quella di un cigno flessuoso... Ecco, avevo in mente costantemente la buffa immagine degli ippopotami che ballano "la danza delle ore" nel ramake di Fantasia di Walt Disney, ma io non avevo il loro tutu e la loro coivolgente ed ironica grazia.

Nel tempo è andata sempre meglio: con gli attrezzi, con la gente, con l'imbarazzo... con il mio corpo. Ho sempre avuto un rapporto parecchio conflittuale con il corpo: ritengo di essere unapersona troppo "cerebrale", tanto che ho scoperto di avere un corpo e di averlo trattato male, come una vera e propria appendice, come si farebbe con una doppia punta nei nostri capelli... ci si giocherella, si sfilaccia, si stacca, si odia.

Il vero amore con la palestra e con il fitness è nato, alla fine. Un po' come le amicizie tra uomo e donna che si coltivano per tempo: ci si diverte, si scherza, si ridacchia, ci si confida, si litiga... fino a quando, ad un certo punto, non ti accorgi che si è qualcosa di più.
Mi sono accorta che l'allenamento era qualcosa di più intorno al 2006 quando, dopo un tremendo lutto che mi ha risvoltato come un calzino l'esistenza, ho realizzato che ciò che mi faceva star bene nel modo più sano era il "mio" Cardio Wave. Appena è arrivato in palestra, questo nuovo attrezzo, mi ha parecchio incuriosita: "a cosa serve? come si usa? posso provarlo?" ho chiesto zompettando nella hall della palestra a W., il mio "allenatore". "Ti avverto  è pesantuccio. Non più di 5 minuti a velocità 3"
Ho iniziato: ho sentito i muscoli lavorare bene, un po' come salire le scale, ma con un moviemtno diverso, perchè i suoi "pedali" fanno un movimento laterale.
Ho scoperto che le maniglie registravano direttamente le mie pulsazioni, il grado di fatica, la quailtà del mio movimento e, smanettando con i programmini, ho scoperto l'indice di performance: un numero che mi rende consapevole di quanto bene o meno io stia facendo. In giù sempre più in giù: a seconda di come posiziono le mani sento lavorare muscoli diversi: dagli addominali all'interno ed esterno coscia e via dicendo. Ormai sanno tutti che quello  il "mio"attrezzo. Con la schiena parallela praticamente alle gambe, con l'impugnatura bassa, con le braccia a squadra... ogni posizione ha un suo effetto non solo sul mio corpo, ma anche sulla mia mente. Se vogli ointensità e velocità mi appiattisco al suolo: dimentico tutto e vado veloce. riesco a mantenere quasi sempre le 220/280 bpm e mi carica tantissimo sentire incitarmi dagli altri che si allenano "guarda che veloce, guarda come fa con quelle gambe". Davvero, non mi importa più di quatno flaccido possa essere il mio lato "b", di quanto goffa possa sembrare lassù (o su qualsiasi altro attrezzo): mi iporta solo il senso di carica,di benessere, di "sfogo" che provo. E' come una sorta di "orgasmo", dico azzardando un parallelo strambo. Più sono tesa, più avrei voglia di dire a qualcuno F*** you!!!, più avrei voglia di piangere, di prendere a calci qualcuno o qualcosa, più sono triste... più vado forte e più vado forte e più mi sento meglio.
Sin dalla seconda volta ho superato i 5 minuti. Ormai ne faccio anche 45 o 50, con somma sorpresa delle ragazze che fanno spinbike dall'altro lato della sala. Sicuramente la muscolatura dimostra il mio impegno, anche se per me non è mai abbastanza: da perfezionista ossessiva, vedo sempre un "si può fare di più" ogni volta... Potevo resistere di più, potevo fare un ritmo più sostenuto per più tempo, potevo andar senza trattenere le braccia per una sessione più lunga, così tonificavo l'addome... E poi il mio Cardio Wave fa bruciare più di qualsiasi altro attrezzo io abbia mai usato: più di una corsetta, più di una sessione di step, più della bike. O per lo meno per me è così:  sarà che a me piace, ma per me non c'è nulla di meglio.
E si riprende poi con i pesi, con gli esercizi isometrici di potenziamento, con i sorrisi che rimandano quegli occhi verdognoli, quella fronte umida di sudore, quei riccioli arruffati malamente trattenuti da un elastico, si... quella immagine di me che per tanti anni ho rifuggito e che ormai sento mia, sento me... perché sono IO.
No, non mi importa se sono accaldata, se sono sudata, se non sono perfetta, se non ho un'andatura fluida da red carpet, se il mascara è un po' sbavato... io vedo una persona che torna a sorridere. Sento l'animo pervaso di serenità, mi sento rilassata, senza tempo, senza spazi, senza fretta: tutto è relativo per quel periodo che trascorro in palestra.

Bramo più di ogni cosa, in momenti come oggi, quel benessere che "respiro" in quei momenti (per quanto possa essere "sana" l'aria di una sala fitness spesso affollata di uomini e donne trafelati, non sempre deodorati, come posso essere io alla fine delle mie due orette e passa di sfogo).

PS: se qualcuno vuole sapere come diavolo mi alleno non ha che da chiederlo :)

6 commenti:

  1. ...come ti capisco! :)
    è vero, c'è sempre più maleducazione in giro :( proprio ieri una collega mi ha offesa e poi addirittura mandata a fanculo! solo perchè aveva le scatole girate o una crisi di nervi o non so che altro...
    la cosa mi ha fatto parecchio male :(
    ho tentato anche una riconciliazione, parlandole con calma, dicendo che capisco che siamo tutti nervosi, ecc... ma non ho ottenuto niente, anzi! ora, il punto che io porto è che per quanto tu possa essere stressata, se io ti tratto con educazione e rispetto, tu devi fare altrettanto... giusto?! mi sembra un concetto semplice e lineare, e la base di qualsiasi rapporto civile tra persone (al lavoro, nella vita, ovunque!)
    a quanto pare però molte persone sono intrinsecamente maleducate e ignoranti: 2 piaghe che si stanno diffondendo sempre più e per le quali mi sembra non ci sia rimendio!
    Poi, ieri sera sono andata in piscina a fare hydrobike e tapis roulant (acquatico) e, come dici tu qui, mi sono sentita rinascere.

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  2. Lucrezia ti seguo volentieri. Passa quadno voi, sei la benvenuta, anche se di certo non posso ispirarti look e suggestioni di moda particolari :)

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  3. Sanrda io ormai ho capito che educazioen e rispetto sono due paroel sempre più sconosciute in questo mondo. E' facile scagliarsi contro chi ci è di fronte...

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