lunedì 21 novembre 2011

Finalmente

Questa giornatan è volta al termine. Meglio così.
Sorseggio la terza tisana del giorno: mirtilli e frutti rossi in ufficio, arancia e rosa canina dopo cena, karkadé prima di andare a letto.

Domani esami clinici e poi nuovamente a lavoro. Il ginocchio è proprio gonfio e l'umore, dopo un buon bagno bollente, si è messo i tacchi ed è tornato sulla superficie dell'asfalto.

Davvero non credevo di poter ancora vivere così orrendi periodi di prostrazione per motivi realmente così lontani da ciò che avevo pensato di riuscire a gestire in autonomia. Cose superate, fatti ormai digeriti, eventi e procedure apprese con l'esperienza, gli errori e la pazienza... ma anche parecchio pelo sullo stomaco. Sarà che a forza di abusare di nimesulide, di tenermi su con il caffè in ufficio e di rincorrere calessi anziché concreti amori, alla fine il mio stomaco è davvero rimasto "calvo".

C'est la vie.

Qui accanto a me ho quel libro giallo sulla psicopatologia e le sue interpretazioni con il Rorschach, quelle tavole che ho maneggiato e ho tenuto a casa alcune settimane. Che emozionata che ero: proprio io, io che li vedevo in tv quei reattivi, io che li osservavo stupita, che immaginavo... le ho avute sul serio per le mani quelle tavole. Che meraviglia.
Che meraviglia sbirciare tra volumi, ricercare agganci, spunti, collegamenti.
Ci si stancava, ma mi sentivo nel mio mondo.
No, davvero, non credo che fossi pronta a lasciare tutto quello che c'era nella mia testa, illusa da... da... ma che ne so. Non lo so davvero.
Inutile piangere sul latte versato.

Le mie dita profumano di miele,penso a cosa indossare domani di pratico e veloce e poi... magari se riesco a superare questa ennesima piccola sfida, almeno potrò dirmi "brava", nonostante tutto (anche se realisticamente so che mi direi "potevi fare di più, prima e meglio").

Mi piacerebbe che tutto fosse come quella volta, per i festeggiamenti della Madonnina del quartiere, mamma comprò a me e mia sorella due bamboline. Erano bellissime. Ero felice. Mamma le voleva snodabili, lo precisò all'ambulante: "certo signora, tranquilla". Arrivate a casa, le confezioni delle bambole aperte ci svelarono che avevano accessori bellissimi. Ricordo che accarezzai i capelli di una. Erano lunghi e morbidi. Liscissimi come sempre li avrei voluti io, per me. Non avevano le gambe snodabili. Io mi ero già affezionata. Mi dispiaceva che mamma le restituisse. 
Le restituì alla fine ma non ricordo se ci prese qualcosa di diverso.

Vorrei che come allora, anche se ci sono affezionata a questa mia vita che non si muove, paralizzata, mamma la restituisse indietro per darmi la gioia di una vita che ha le gambe che si muovono per andare e le braccia che si piegano per prendere.

8 commenti:

  1. giò aggiornami sui controlli. io ci sono sempre per te....bacioni

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  2. Fatte analisi stamattina. pomeriggio di nuovo dal medico

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    * Rio Prasetyo *

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  4. troppi "se"... CERTO che le cose andranno meglio e se l'umore rimette i tacchi è perché a capo dei pensieri c'è una testolina strabordante di buzzo buono! dai cucciola!

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  5. Prasetyo. thanks a lot for your comment.

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  6. Kirsebaer grazie per essere qui con queste tue parole di apprezzamento :)

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