venerdì 11 novembre 2011

Post allenamento

Questo venerdì ha qualcosa di diverso: non è certo colpa di questa data palindroma, che gli appassionati di Cabala o semplicemente coloro che subiscono la fascinazione del mondo dei numeri, reputano "speciale". Dubito anche sia colpa dell'estate di San Martino, tradizionalmente vissuta dalle mie parti con scampagnate o per lo meno con serate all'insegna di vino novello, castagne e pane caldo.
Diciamolo, un po' d'invidia l'ho provata oggi quando sentivo raccontare di un nutrito gruppo di soggetti dipendenti pubblici che si sono organizzati addirittura portandosi fornetto elettrico e il necessario per un "mini party" in ufficio che pare sia iniziato alle 10 e sia finito al momento di bucare il cartellino per l'uscita... L'invidia era più per l'idea di condivisione e di gruppo. Pensandoci bene, dopo un po', ho parecchio riflettutto sul senso e sul lavoro pubblico: ma veramente c'è chi va ad occupare poltrone e poltroncine o semplici sedie da ufficio con le rotelle, stipendiate anche da me, che trova intelligente utilizzare le proprie ore di lavoro per festeggiare l'estate di San Martino?!? ed io che ieri mi disperavo per aver dovuto chiudere l'ufficio per andare dal medico... No ma veramente... poi non dovremmo lamentarci se in questa Italia non ci riconosciamo più...

Considerazioni politiche e sociali a parte, questo venerdì è diverso perché ha una dimensione: la mia. Come non mi accadeva da un po' oggi, dopo la mia corsa, stesa sulla panca per i crunch bassi, mi sono scoperta a fissare il soffito bianco e a sorridere. Avevo, secondo me, quel sorriso beato che non è un vero e proprio sorriso, ma la manifestazione appena accennata, poco visibile, ma palpabile, di una ritrovata dimensione di serenità. "Va tutto bene" mi sembrava sussurrasse quella vocina interiore che sempre zittisco con cerotti e legacci, anche se ho di nuovo il ginocchio dolorante (ovvio... mi sono ostinata a correrci sopra, ignorando i consigli del mio trainer) e anche se sono assolutamente sola fino a domenica, anche se l'ufficio, anche se il lavoro, anche se i soldi... Si. Va tutto bene anche se i sogni non ritornano, o io ho paura di rincorrerli di nuovo, perché forse il dolore che ho provato, negli anni, è stato ben più intenso e durevole che non quello al mio ginocchio di ora.

Mentre correvo, un p' goffa perché le fitte a ritmi intensi si facevano importanti, mi ripetevo che non era di certo questo dolore che poteva fermarmi. "Smetti, stacca... vedi che vai storta?" "No, un altro minuto. Un altro chilometro" Una falcata e un respiro profondo, occhi chiusi ogni tanto. Un calcio, un rigurgito, una prospettiva migliore.

La sensazione di benessere che mi avvolge e sovrasta dopo, mi ricorda che quel corpo che ho considerto un fardello un tempo, è il mio più fedele amico e alleato. La luce di un sorriso invisibile ai più mi ricorda che più hai fiducia in te, più "ti senti", più senti il mondo, più sai gestirlo, sai viverlo.

Non cambierà molto questa sera rispetto alle tante altre identiche sere che ho vissuto e che continuerò a vivere rimbalzando da casa a lavoro, però voglio berla tutta, fino all'ultima goccia, questa energia che mi pulsa nei polmoni, questa aria di fiducia, di speranza, di "buono", di "io" che pare, proprio questo pomeriggio, aver allargato la mia gabbia toracica.

Le dimensioni di noi stessi partono dalla testa, attraversano il petto e raggiungono la pancia.

Ps: per la cronaca 100 crunch alti e 100 bassi, pulley 12x25kg lenti, 7 km circa in 50' con pendenza variabile (in funzione della velocità causa dolore al ginocchio) da 0% a +3.5% e 430kcal bruciate (ma prontamente riacquistate)


2 commenti:

  1. ti capisco al 100%
    accidenti quanto mi manca la palestra! o la mia bici da corsa!
    però ora che i miei orari sono cambiati vedrò di riscrivermi! il problema è che abitando in un paesino, dove la palestra è stata chiusa, devo andare in un altro paese a 6/ km da me, o tornare in città !
    pure io con dolori alla schiena scalavo le mie colline, perchè la soddisfazione di arrivare alla vetta era eccitante!!! mi dava tanta grinta!
    e sì giò....tu pensi troopo alll'essere perfetta sul lavoro!
    io ho smesso.......e sto meglio!
    ti lascio un abbraccio per la notte.♥

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  2. Nadi sono stata stupida. E' inutile. La sensazione di benessere, tuttavia, che mi pervade, mi invade, sconfina dentro di me mentre mi alleno è qualcosa di troppo bello per poterci rinunciare. Non so come spiegarti.
    Ne pagherò le spese, sono convinta. Un po' come ha detto il nonno nei miei sogni

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