martedì 15 novembre 2011

Soddisfazioni

Soddisfazione è arrivare in ufficio e trovare un cliente che ti fa un piccolo omaggio... Non conta l'oggetto ma il gesto. Certo è strano che un ultra sessantenne mi regali una sorta di piccolo portamonete con stampiglita Marilyn e la scritta "Kiss me baby" e dentro due baci Perugina, ma penso anche che gli sarà sembrato il cadeaux più utile e simpatico che gli offirva il bar qui sopra. Non nego che mi ha emozionata. Sto diventando una mollacciona: mi emozioni per ogni scemenza quando giunge inaspettata e da persone da cui non mi aspetterei mai.

Soddisfazione è sentirsi resistenti, anche se spesso la mente ci inganna e ci convince che siamo più deboli di quanto davvero lo siamo. E' come se fosse una sorta di "comfort zone": è come il non scegliere quando si ha troppa offerta da valutare, è come non fare nulla tra le molteplici cose che premono e urgono dietro di noi e non sappiamo da dove iniziare. Ecco: meglio convicersi che siamo limitati, deboli, arrendevoli... che ammettere che quelle cose le possiamo fare, gestire, desiderare, costruire benissimo - ecco benissimo magari no, perché rimango una con gli standard così elevati da pormi sempre al limite dell'appena sufficiente, un po' come ha sempre fatto mio padre quando gli raccontavo di una mia impresa o di un buon voto a scuola o anche ora gli racconto quanto ho corso e in quanto tempo -.
Ieri sera pensavo che rispetto alla media di gente che conosco, sopporto il dolore fisico e la fatica con più tenacia e per più tempo. Me lo diceva anche un fisioterapista qualche anno fa. "Non posso mica darla vinta a quel muscolo lì che non ce la fa" o "Non può dirlo mica lui quando devo smettere. Io sono più forte di lui. Decido io".

DECIDO IO

VINCO IO

Da quanto tempo non mi dico queste cose? no, dico sul serio, nelle cose importanti davvero...

Ecco perché mi piace confrontarmi con il corpo in modo diverso: se tanti anni fa il mio confronto ed il mio terreno di sfida erano lo specchio, la bilancia, le taglie, le misure, i bocconi ei sorsi d'acqua... oggi la mia sfida la gioco sulla resistenza, sui tempi, sui kg sollevati, sulle ripetute, sui tempi di recupero. Per carità... non sono una grande atleta, anzi, non mi avicino neppure all'idea dell'atleta ma più allo sportivo della domenica, però... è bello il confronto, la sfida, il limite.
Sarà questo quello che mi manca nella vita vera e che parimenti rifuggo: il limite, la sfida, il confronto. Quando non hai un avversario o non ne vuoi cercare uno è facile convincersi che sei debole, che non sai fare niente e che tutto è paralisi... proprio perché tu per primo sei paralizzato dal cercarne uno. Dentro o fuori di te, non importa.

Se a lavoro non ho termini di paragone e le sfide sono banali, fatte a suon di produzioni che per me non hanno granché senso, se tra le amiche la sfida è a chi si sposa o realizza la casa più bella o chi veste meglio o chi ha il makeup che le dona di più... beh... è evidente che devo cercare un nuovo campo di gioco.

2 commenti:

  1. Ma Gio... la tua sfida alla resistenza, al limite al sudore è vita vera, non sarà tutta ma è una parte di vita vera...non è mica astratta, tu hai iniziato da un qualcosa ma quello spirito, quella costanza, quella forza possono sorgere anche in altri ambiti, devi solo volerlo... e sudare, affaticarti, sarà dura in principio, ma anche il corpo ti ha opposto una dura resistenza all'inizio...

    Sfida te stessa... è il miglior modo di metterti in gioco

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  2. è bello che tu senta questo stimolo alla sfida, al metterti in gioco, anche contro te stessa, ma è bello e fondamentale per migliorarsi sempre!
    un grande abbraccio!!!

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