sabato 24 dicembre 2011

RACCONTO DI NATALE (di Jorge Bucay)

RACCONTO DI NATALE (di Jorge Bucay)


In una casa più o meno umile di un paese qualunque, viveva una famiglia composta dal marito, dalla moglie e dai loro due figli. Juan era il figlio maggiore di 24 anni, quasi avvocato e Priscilla, la minore di appena 4 anni.

Con l'approssimarsi del Natale, il padre aveva comprato un rotolo di cinque metri di carta argentata per poter confezionare i regali, prima di metterli nel modesto alberello, allestito dai primi di dicembre, nell'ingresso della casa.

La notte del 23, l'uomo si decise a impacchettare i regali, più simbolici che preziosi, per la vigilia di Natale. Che sorpresa sgradevole fu trovare nel ripiano dell'armadio, il tubo di cartone dov'era arrotolata la carta argentata, spogliato dei cinque metri di costosissima carta da regalo.
I soldi scarseggiavano nella famiglia e possibilmente per questo, malgrado l'ora avanzata, il signore scoppiò dall'ira e mandò a chiamare la sua famiglia per vedere chi aveva utilizzato la carta che lui aveva comprato per i regali. La piccola Priscilla apparve a testa bassa per dire a suo padre che l'aveva usata lei.
- Però non ti rendi conto che quella carta era molto costosa e che tuo papà ha dovuto lavorare diversi giorni per comprarla? Potresti dirmi per quale sciocchezza hai usato la carta argentata? La bambina uscì correndo e ritornò con un pacchetto delle dimensioni di una scatola di scarpe, avvolto in vari strati della costosa carta, che adesso era stropicciata ed inutilizzabile.
- Non ti ha detto tua madre che non devi toccare le cose dei grandi per i tuoi giochi? Come ti viene in mente di avvolgere quella scatola in cinque metri di carta argentata?
- E' un regalo di Natale, papà - disse Priscilla - per l'alberello.
- E si può sapere per chi è questo regalo così prezioso da usare tutto il rotolo di carta per confezionarlo?
- E per chi potrebbe essere? Per te, papà.
L'uomo si intenerì e abbracciandola le chiese scusa per le grida. Come succede a tutti, con il regalo in mano volle sapere cosa conteneva e chiese a sua figlia il permesso per aprirlo.
Poco dopo, l'uomo tornò ad arrabbiarsi:
- Quando dai un regalo a qualcuno, si suppone che deve contenere qualcosa. Hai usato tutta quella carta per confezionare una scatola vuota?
Alla piccola le si gonfiarono gli occhi di lacrime e disse: La scatola non è vuota, papà, io vi ho soffiato all'interno cinquantotto baci per te. Il padre alzò la bambina e le supplicò che perdonasse la sua cecità e la sua ignoranza.
Dicono che l'uomo conservò per sempre la scatola sotto il suo letto e che ogni qualvolta che si sentiva abbattuto, apriva la scatola e prendeva un bacio di sua figlia.
Ciò lo aiutava a recuperare la consapevolezza di ciò che era importante e di ciò che era solo una sciocchezza.
In poche parole, ognuno di noi ha una scatola piena di baci e amore incondizionato, dai propri figli, amici e da Dio.

8 commenti:

  1. a parte che la bimba si chiama come la mia gattona <3 :) .. è una bellissima storia. bisogna tenere aperto il cuore... un abbraccio e tantissimi auguri, donnina speciale!

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  2. sapere che nel momento che non ci aspettiamo di vivere possa arrivare la felicità... non è forse vero spirito natalizio questo?!

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  3. Oh mi sono commossa pure io....questo racocnto è davvero toccante e vero...vado ad abbracciare mio figlio....Buon Natale!

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  4. Pi bentrovata :) tutto ok? mi è piaciuta tanto come storia e per questo l'ho voluta condividere con voi.
    Me l'ha fatta conoscere mia madre.
    Auguri ache a te bambolina :)

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  5. Grazie fede :) complimenti per i cupcakes ;)

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  6. Francesca, non voloevo di certo far piangere, ma sono certa che sono lacrime d'amore :) un bacino al tuo ometto :)

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