giovedì 15 dicembre 2011

Tra Natale, La Toscana e il razzismo

Che giornate! mancano 15 giorni al natale e nel mio ufficio come in casa mia non c'è traccia di aria di festa. Me ne dispiace parecchio, ma io per prima non riesco a farmi foriera di spirito natalizio.

Non c'è mia sorella, non c'è natale a casa mia, per i miei. Sono pronta a scommettere che quando arriverà lei la casa in mezza giornata verrà trasformata da mia madre nella baita di Babbo Natale con tanto di lucine a intermittenza, alberello, festoni, decorazioni di ogni sorta e termosifoni perennemente accesi.

L'aria di Natale l'ho respirata decisamente a Firenze, sabato. Peccato non poter caricare foto, altrimenti mostrerei quella bella lanternona coperta di vischio e con tanto di fiocco rosso. Piovigginava ed io avevo parecchio mal di testa ma l'atmosfera era molto di festa: la gente tra i negozi, i tanti turisti, le vetrine addobbate, tocchi di rosso e di luce ovunque. Di certo ci saranno stati anni in cui questa, così come tante altre belle città italiane, sono state decisamente più belle o più ricche in questo stesso periodo, ma, confrontandola con la mia di cittadina perennemente immersa nella nebbia, direi che basta poco per far natale.

Ho pensato parecchio a Firenze, l'ho sempre amata tanto. Ci sono stata per la prima volta a 18 anni con la scuola. Già all'epoca non godevo di splendida salute e di pieno equilibrio - diciamo così - però ho sempre avuto la consapevolezza interiore che la Toscana era la mia terra d'adozione. Saranno state le suggestioni del mio amato Argan, il libro di storia dell'arte che in tutti i licei ha imperato per anni, o della letteratura italiana che per me ha avuto la sua culla lì... L'espressione dell'emozione, il proprio sforzo per avvicinare l'idea della perfezione o il semplice bisogno di comunicare, di rendersi partecipi e rendere partecipi, per me è arte.

In fondo non mi sono sbagliata: la Toscana è diventata la terra d'adozione di mia sorella.

Guardando al Tg quanto è accaduto pochi giorni dopo la mia visita in questa meravigliosa città, non ho potuto fare a meno di pensare se, magari, anch'io ho incontrato Casseri, dato che pare avesse pianificato il suo folle gesto. Chissà se l'ho sfiorato, se ho incrociato il suo sguardo, così come ho incrociato tantissime volte quegli così grandi e luminosi in volti di stranieri dalla pelle scura. Mi hanno sempre colpita quegli occhi: sembrano sempre più grandi e più bianchi, più luminosi in quei volti, ma spesso molto tristi, abbattutti, vessati.
Tante, tantissime volte mi sono sentita impotente davanti ai tanti stranieri fermi negli angoli a vendere stupidaggini, stretti nei loro vestiti consunti. Mi sono chiesta, qualche volta con le lacrime agli occhi, che diavolo di inferno hanno lasciato per considerare il loro presente comunque meglio.

E che diavolo passa per la testa di gente come questo Casseri!? Io davvero non lo capisco. Mi sforzo, ma non lo capisco. E' così tanta la paura, inconfessata e inconfessabile, che abbiamo del diverso da farlo assurgere come incarnazione di ogni male, di ogni minaccia per la nostra esistenza? Ma davvero che cosa può far ritenere giusto, dovuto quasi, eliminare chi riteniamo inutile, cattivo, pericoloso solo perché ha un colore della pelle diverso dal nostro?

Desidero condividere queste osservazioni, ringraziando di non essermi trovata faccia a faccia con persone così folli, perché per me è follia, come Casseri.


12 commenti:

  1. Anch'io adoro Firenze, pur non essendoci mai stata, il mio professore di storia dell'aret me ne ha fatto innamorare perdutamente, amo la toscana proprio in generale, una terra piena di bella gente, mi ha fatto proprio male sentire quel triste episodio, proprio sotto Natale poi, che tristezza!!

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  2. Guarda per me che è razzista appartiene a due categorie: o è ignorante e quindi non capisce che il colore della pelle non fa la differenza o è un'insicuro che si maschera dietro ad una presunta superiorità. In ogni caso a me disgusta....

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  3. Assyrianspirit, ben trovata :) io l'amo da sempre la Tsocana... non potendo viverci io, mi fa piacere che ci viva mia sorella.
    Questa vicenda mi fa pensare su come molte forme di ignoranza non siano affatto scomparse, come se la storia non ci avesse inseganto nulla...

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  4. Francesca (ps: ma quatno mi paice il tuo stile!!!) l'ignoranza è proprio tanta... mi fa paura. e pensare che ormai abbiamo tanti strumenti per informarci, per capire, per consocere le cose e noi stessi..

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  5. sono d'accordo con te anche in questo ultimo commento.. credo che sia facile trovare il problema in ciò che è diverso.. manca l'educazione a pensare...

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  6. Giorgina come state? avrai mica partorito di già!? :)

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  7. Sai Giovanna, anch'io come Francesca penso che il razzismo sia soprattutto ignoranza e insicurezza. Limitatezza,confini piccoli. Ma parlo di confini mentali.
    Poi, quando si arriva a gesti come quello di Firenze o della Norvegia, allora è malattia mentale. Si va ben oltre il razzismo.
    Quanto alla toscana, anch'io la adoro per tanti motivi: arte, paesaggi, cucina...

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  8. l'ignoranza è la forma di violenza più subdola!
    e non si cerca nemmeno di superarla!
    pochi si prendono del tempo per conoscere questi extracomunitari....il perchè vengono in italia!
    certo, ci sono anche i delinquenti in mezzo, ma quì.....siamo tutti dei santi??????
    il fatto è ,che razzista non è solo per la pelle di colore diverso, ma anche per la regione diversa, per il ceto diverso, per malformazioni, per una diversa cultura, religione e altro!
    io mi sono sempre considerata cittadina del mondo, non sono nazionalista, mi reputo fortunata di essere nata quì, dove non manca nulla, si mangia bene, si vive bene.....e mi piacerebbe sapere, come le persone così ignoranti, fatte vivere in queste nazioni dove le persone scappano, la penserebbero nello stesso modo, una volta vissute lì!
    per quanto riguarda la toscana...l'adoro! io sono confinante e mi capita di andarvi....poi i toscani sono simpaticissimi!!!
    buona domenica giò! un bacione♥

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  9. Non c'e' mai fine all'ignoranza, anche negli stati uniti specialmente a washington c'e' ancora molto razzismo.
    Buon week end cara!

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  10. Paola, mi pare di capire che la pensiamo più meno tuti allo stesso modo...

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  11. Nadi, non si può mai fare di un'erba un fascio.. forse ci siamo dimenticati quando eravamo noi italiani a vivere nei ghetti di paesi tedeschi o a lavorare nelle miniere di carbone i beglio perché qui c'era solo povertà e desolazione.. Bisogna sempre porsi nei panni degli altri per poterne comprendere almeno in parte pensieri e riflessioni... o no?

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  12. francesca non sono mai stata egli states, quindi non so che dire di lì e di come si viva oltreoceano il contatto con gli stranieri, di certo però è allucinante pensare a queste realtà quando ormai siamo nel terzo millennio...

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