mercoledì 18 gennaio 2012

A forza di stare rannicchiata e con le spalle strette strette, mi sto ingobbendo.
Sento la faccia sferzata dal freddo che pure è minimo, nella mia stanzona verde acido e lilla, rispetto a quello che c'è lì fuori, in qeusto tramonto appena rosato, con tocchi di bianco che sfumano nel blu sempre più intenso di questa ennesima notte di ghiaccio.
Ghiaccio sulle strade, sui parabrezza, quella spruzzata di neve sulle ringhiere e sui tetti.

Le mie mani sono già piene di tagli, arrossate, violacee. Non basta il mio condizionatore a farmi riprender colore.

Poi ci sono fatti che scaldano: il sentirsi importante per qualcuno, innanzitutto.
Sentirsi dire "ti voglio bene", "mi manchi", "ciao scema..." Si, proprio "ciao scema...", perché alcune persone possono ridicolizzarti e prenderti in giro tutte le volte che vogliono, senza mai offenderti, perché quello "scema" è come dire "amoremancato" o "amoremaisbocciato", "amicadisempre" e "conteilmiomondoèmigliore".

Se poi "ciao scema" oggi mi porta anche un pacchetto, accuratamente scelto con l'ausilio di chi mi conosce e mi mette a mia intera disposizione il suo negozio, facendomi scegliere ogni sorta di abito e accessorio corredato sapientemente da oculati consigli, ... anche la più fredda delle giornate assume il gusto della mia torta al limone, la fragranza della mia torta semplice mentre si cuoce nel forno, invadendo la casa di buono.

4 commenti:

  1. come solito attraverso poche parole riesci a rendere alla perfezione grandi sensazioni.complimenti gio e condivido totalmente ciò che dici

    RispondiElimina
  2. posso invitarmi per una fetta di torta? :)

    RispondiElimina
  3. Ti leggo e rimango incantata, descrivi splendidamente scene e sensazioni, condivido l'interpretazione di "scema", sai la uso spesso con tenerezza e solo per le persone a cui tengo molto.

    RispondiElimina