martedì 31 gennaio 2012

I miei migliori amici

Il freddo stamane mi ha gelato arti e neuroni, mentre gli occhi non la finiscono più di bruciare. Penso sia colpa della mia atavica abitudine di leggere con una minusola lampadina fino a notte fonda e di riprendere un libro in mano al mattino appena sveglia, soprattutto poi se quel libro rapisce la mia attenzione e la mia fantasia. Non vedo l'ora di arrivare all'ultimo capitolo, talvolta, non senza poi quella sensazione di delusione, di vuoto, quando poi ci arrivo davvero all'ultima pagina: è una piccola perdita, un compagno che ti lascia.
Questa pessima abitudine, ad ogni modo, mi ha danneggiato parecchio gli occhi, è un dato di fatto.

Non credo saprei vivere bene, serenemente, se non avessi qualcosa da leggere: dall'etichetta dei prodotti all'inci dei cosmetici, dalla rivista al quotidiano, fino a loro, i miei libri.
Non ricordo esattamete quale sia stato il mio primo libro: so per certo che ne possiedo molti, che non ho mai amato prestarli e farmeli prestare. Gli amici non si possono lasciar sfuttare da altri, per quanto delicati possano essere nel trattare le cose altrui.

Ricordo che tra quelli che leggevo più spesso - leggevo, si fa per dire... diciamo mi facevo leggere - erano quelli illustrati dei fratelli Grimm, ma presto ho imparato a preferire quelli senza illustrazioni: mi piaceva di più immaginare io, dipingere con rapide pennellate di fantasia i miei personaggi, i paesaggi, le atmosfere, i colori... mi è sempre piaciuto pensare che se avessi abbastanza talento con matite e pennelli, probabilmente potrei tradurre quell'arcobaleno che ho in testa, connotandolo di debite emozioni. Non essendo naturalmente dotata di tale capacità, mi accontento di abbozzare parole, nella speranza che il tepore di un fuoco, le sfumature d'azzurro di un cielo, il bagliore degli occhi del mio protagonista, arrivino con la stessa intensità a chi legge, a chi ascolta il mio racconto.

Il libro che più mi è rimasto nel cuore è, neppure a dirlo, proprio il libro "Cuore". Lo trovai come regalo di morti giù da mia nonna, quando ancora aveva la cucina piccola e la grande pilozza coperta da una bella asse rifinita in formica che la occultava allo sguardo degli ospiti, preservandone l'indispensabilità. Mamma era in ospedale. Mi mancava. Ricevere quel libro me la fece sentire più vicina. Andavo in terza elementare.
Mi annoiavo tanto alle elementari: i miei compagni erano tanto lenti, io invece avevo voglia di fagocitare il mondo dello scibile. Loro si cimentavano con le favolette, io nell'estate successiva avrei letto i racconti di Tolstoji.

La mia fame più grande, almeno fino ad ora, è sempre stata quella di conoscere, di imamgianre, di vivere vite diverse, di avere altri punti di vista, nonostante i miei libri e i salti pindarici della mia mente mi abbiano portato spesso ad evolvere la mia vita in modo avulso dal consueto vivere sociale. Quante volte mi sono sentita una sorta di marziana, perché il mondo vero funziona in modo diverso da quello che io avevo costruito e desunto da romanzi e saggi.

Leggere, immaginare, conoscere, per avere una minima armatura, un kit di sopravvivenza per un mondo che io ho sempre visto fatto di parole, costituito da riflessi d'acquerello, schizzi ad olio, colorblock di tempere che non concedono sfumature: aut aut.

Sarà per questo che oggi, assorbita nelle mie immaginifiche produzioni, ho finito per dimenticare un fornello acceso, bruciando interamente uno strofinaccio. Un po' come, vivendo in realtà parallele, ho bruciato tante occasioni e storie.

Non ho dubbio alcuno: se dovessi parlare dei miei migliori amici, di quelli che mai m'hanno abbandonata, delusa, arricchita in modo spontaneo, parlerei dei miei libri, insieme al mio cielo in tutte le sue vibranti sfumature, agli alberi e ai colori. Se dovessi indicare il senso privilegiato con cui appercepisco il mondo, non potrei non dire che per me la realtà diventa scibile grazie agli occhi e che è attraverso le immagini che arrivano al cuore che mi piace comunicare.

6 commenti:

  1. io leggo afasi alterne, quando comincio ne leggo almeno tre di seguito poi smetto, se mi piace un libro riesco a leggere fino a tardissimo, dico sempre un'altro capitolo poi chiudo...e si sono fatte le 2 di notte! e quando lo finisco mi dispiace da morire.

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    1. anch'io leggo e rileggo, a volte anche le etichette dei detersivi e puntualmente mi pento di averle lette, sono delle vere e proprie armi chimiche...
      ci sono libri che mi accompagnano dall'infanzia e a volte li rileggo ma a cneh solo sfogliarli, tenerli vicini mi fanno stare meglio..come "PIccole donne" (io mi sentivo Joe, almeno finchè si innamorava e allora non mi ci riconscevo più..) oppure "Lampo, il cane ferroviere" che finisco sempre che inizio piangendo e lo finisco piangendo ma...mi fa stare bene anche così...Poi sono arrivati i libri di guerra e lì ho trovato il vero Amore, che spesso è quello non vissuto..per la propria fidanzata lontana, o per la mamma che magari non si vedrà più--però è Amore assoluto, quello che nei romanzi d'amore non si troverà mai, perchè lì trovi anche il sotterfugio, il tradimento, l'indecisione, la paura dei propri sentimenti.. Ora sto leggendo "Il Provinciale" di Giorgio Bocca e "L'Ultimo fronte" di Nuto Revelli, poi ci sono i libri-compagni...quelli che ci metto anni per leggerli e li leggo sempre ad alta voce, magari in compagnia...così è per "le 120 giornate.." di de Sade, davvero divino e leggiadro anche nelle situazioni più assurda...

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  2. Anch'io se penso a un senso privilegiato dico che per me è la vista.
    ho un buon gusto, anche un buon olfatto, ma sono le immagini a rimanermi più impresse nella memoria. E memorizzo meglio ciò che leggo che non ciò che sento.
    Inoltre amo particolarmente i colori che mi danno tante emozioni, diverse a seconda della sfumatura.
    Invece non ho assolutamente orecchio per la musica.
    Quanto alle letture, ultimamente faccio schifo, perché leggo pochissimo per mancanza di tempo.

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  3. Putroppo anche io mi sono rovinata la vista per lo stesso motivo ma non lo rimpiango anche se adesso tirar fuori gli occhiali da nonna peppa mi infastidisce non poco...
    Sai quali sono i miei due libri preferiti? Quelli che tutti odiano ma che io leggo e rileggo frequentemente: I promessi sposi e la divina commedia, anzi il nome di mio figlio viene proprio dal paradiso!

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  4. io ho smesso di leggere da un pò...ma quando lo facevo immaginavo tutto, tanto da vedermi dentro ilracconto e fare anche dei versi! tipo un urlo, una risata un esclamazione!
    io vedo poco di mio, sono miope....ma riguardo ai sensi, ricordo le cose che vedo non che leggo o mi dicono. ho una memoria visiva.
    ho un orecchio musicale molto sviluppato e avrei dovuto suonare uno strumento.
    e purtroppo o per fortuna ho un olfatto sensibilissimo!
    ti mando un abbraccione caldo....quì sta nevicando da stamattina!!!!!♥

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  5. Adoro leggere...ma purtroppo ho poco tempo per poterlo fare. Quando ho un libro sottomano...vado a dormire con gli occhi che bruciano e mi sveglio con la voglia di leggere...
    Buon 1'febbraio tesoro! :)

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