sabato 28 gennaio 2012

L'amica che non sono stata

La penso spesso. Con lei mi trovavo bene: un modello da seguire come donna, come studentessa, come collega, come madre e moglie. 
Gambe lunghissime, dita affusolate e gentili, occhi azzurri meravigliosi, capelli neri e labbra sottili. Un portamento elegante e abiti semplici. Scarpe sempre basse: ha sempre odiato essere più alta di coloui che ora è suo marito.
Stanno da sempre insieme, meravigliosamente bene. Con alti e bassi come sempre, come tutti, ma sempre inesorabilmente insieme.
Quando lui la chiama il suo rispodergli "Amore..." con quel tono di voce appena percettibile, per pudicizia, ma pieno di tutta la tenerezza del mondo, mi lasciava basita. Io non sono mai stata capace di dire "amore..." a qualcuno con la stessa dolcezza, con la medesima intensità. Ricordo di aver pensato questo, lungo il viale della cittadella universitaria, mentre lentemente ci incamminavamo verso la stazione, in una cielo azzuro di quelli che ti riempiono il cuore solo a guardarlo. Un colore di quelli che da bambina associavo alle immaginette di quelle Madonnine così tenere, materne e protettive... un azzurro che il solo vederlo steso sulla tua testa, con ampie e sapienti pennellate, ti fa sentire felice. 

Nel tempo mi sono ritratta: solo per vergogna, solo per paura, solo perché  - fallimentare come mi sento 9 volte su 10 nelle cose che per me contano davvero - non riuscivo a tenere il passo con lei. 
Ricordo quando le consegnai quel file contenente la mia parte di lavoro. Era danneggiato. Pochi giorni dopo anche il mio pc si danneggiò e di quei lavori non avevo una copia. Mi sentii morire. Era importante. Volevo sprofondare nel vuoto. L'avevo irrimediabilmente fatta grossa... io sarei andata nel panico al suo posto. Avrei voluto solo morire in quel momento, quando mi chiamò in ufficio dicendo che non poteva aprire quel file ed io non sapevo come rimediare.

Arrancavo dietro di lei: da quel momento in poi ho sempre più odiato quella scrivania, quel pc, quel mio maledetto posto di lavoro - tanto ambito da molti - ma che per me era quella palla al piede che, in fila con tante altre, mi impediva di essere quella che io immaginavo dovessi e potessi essere. 

"Sono scuse", mi ripeto, anche oggi, spesso "Se vuoi puoi. Hai dimenticato le nottate, le fatiche, il restare senza voce, il perdere quasi la vista per sistemare quelle che per te erano piccole opere d'arte, che volevi fossero complete ed esaustive non solo per te, ma anche per lei. Non volevi che lei per prima avesse delle carenze per colpa tua. L'hai abbandonata. Ti sei abbandonata."

I sogni non finiscono finché non si abbandonano

Ho sempre avuto meno il coraggio di farmi avanti, di sentirla. Sapere che progrediva ed io stazionavo mi feriva mortalmente. Non perchè fossi gelosa di lei: anzi. Ogni suo successo, tuttavia, mi ricordava e ricorda quanto io sia venuta meno a me stessa, ai miei sogni, alle mie necessità vere. Tutto sostituito da un surrogato di vita costruita da me quasi per caso.

Nulla è per caso.

Alla morte di Paolo ho imparato che è vero. Nulla è per caso. E' dura, tuttavia, ammettere ogni giorno che non hai stretto nulla tra le dite arrotolate del tuo pugno. Solo felicità effimere, gioie per altri, ma che non sono tesori per te.

Ieri l'ho sentita: qualche breve sms e qualche mail, sono niente rispetto alle nostre belle telefonate del sabato mattina. Era un'istituzione. Una piacevolissima abitudine: appena ero libera, tra un cliente e un contratto, agganciavo il telefono tra la spalla e l'orecchio... Ricordo ancora a memoria il numero di sua madre. Alla stessa identica maniera ricordo quella piccola penna dal fusto arancione, regalo per la sua bimba: il viso gonfio ma ricolmo di felicità e quella piccola e già alta creatura accanto a lei, a loro... Avevo le lacrime agli occhi quando l'ho vista. Ero come immersa in una bolla di amore e di energia, di felicità tale da non desiderare altro che poterla creare anch'io - presto o tardi - una vita come la sua.
Il brivido e la scossa tra le scapole e la schiena, al suo incedere, poco tempo prima, tra le fila di banchi della chiesa, in quel piovosissimo giorno del suo matrimonio. La sua voce dolce che cantava al ricevimento...

Era ciò che volevo essere io. Ancora oggi è - per quelle briciole d'esistenza che mi è dato condividere di lei - quell'esempio di donna, di madre, di moglie, di professionista che anch'io avrei voluto incarnare. 
E' vero: non ho mai avuto velleità materne, non ho la vocazione alla famiglia... ma forse è una storiella che mi racconto da sola da sempre perché so che la famiglia costa sacrificio ed io sento di aver sacrificato da sempre sin troppo di me. 

Con il mio libro in mano, il tepore della tisana appena sorseggiata, mi sono addormentata con l'immagine di me che soddisfatta condivideva con lei i ricordi e le esperienze di una vita che io non avrò mai vissuto e con qualche lacrima a rigarmi il viso: una di scusa per lei, una di amarezza per me.




8 commenti:

  1. Che post bambina, appanna gli occhi.
    Io sono stata con una donna che soffriva di quella malattia del "io stazione e gli altri,il mondo, tu,... andate avanti". La verità è che io non l'ho mai vista così e piango al pensiero che lei si sentisse con me come tu ti sentivi con la tua amica..sono sicura che neppure la tua amica ti ha mai pensata come inferiore, una palla al piede o tutte le cose bruttissime che puoi aver pensato. Sì, a volte sono scuse per rimanere dove si è...ma forse questa è la mia scusa per il troppo amore che le ho dimostrato facendola sentire ancora più..stazionaria.

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    1. Kirsebaer, io non so cosa pensi lei. Posso dirti che mi ha chiesto diverse volte se fossi offesa per qualche motivo... come facevo a spiegarle che ero solo offesa con me stessa?
      tu la tua amica l'hai persa o è sempre stata con te?

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    2. L'ho persa,ma non so se per questo o se perchè semplicemente è finita la nostra storia... io a volte penso che il dolore rende egoisti, a volte è meglio ammettere con l'altra i propri limiti piuttosto che allontanarla.

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  2. mazza.. mi sento così piccola a leggere tutto ciò.
    Esprimo così bene il tutto che mi è naturale compliementarmi e farmi anche cadere giù qualche lacrima..
    davvero, il mio è un tantodicappello cara GDN...
    tu sei una grande persona, una grande donna e chi ti sta accanto è fortunato ad averti! penso di aver sempre sognato un'amica come te.. tu gioisci quando chi ti sta accanto gioisce, così sinceramente che è quasi finto.
    talmente tante persone si sono prese gioco di me, amicizie&co. che ormai tu e le persone come te (che sono poche.. non è una sviolinata.. fidati..) le considero solo un sogno.
    sarà sfiga, sarà che mi è servito per farmi le ossa.. ma ora sono un pò stufa.

    Anch'io avevo un modello di donna.. anche lei mi ha fregato.. ora non ce l'ho più.. anzi una è rimasta.. MIA MADRE..
    GRAZIE DI CUORE DEL POST.. GRANDE.. SEI GRANDE! Valerie

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  3. Passo di qui per caso e leggo un bellissimo post ,complimenti per come hai descritto il tuo sentire e complimenti per la tua sensibilità!Questa è la vita mia cara ma a volte può essere anche dolcissima!Un abbraccio

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    1. Credo che tu sia una creatura splendida, questo lo penso ogni volta che passo di qui e ti leggo... Quei surrogati di vita poi sono la nostra vita, e spesso la vediamo così male solo perchè non vogliamo guardarla con occhi giusti, con uno sguardo più amorevole... Ognuno di noi ha una famiglia, anche in quel momento di tiepida, tranquilla solitidine, con la nostra tisana, i nostri pensieri... La nostra famiglia è fatta prima di tutto di sentimenti e valori, tu ne possiedi molti, poi ognuno si costruisce il,suo mondo nel modo in cui più gli è congeniale, con i propri tempi soprattutto...E' giusto guardare Lei con ammirazione, ma questo non significa che tu sia da meno...

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  4. Tesoro! Giò! Sei tu? Ti ricordi di me? ci seguivamo su style, con diana e le altre. Sono alexaxa! Che bello ritrovarti anche qui!

    Virtuosismi Chic

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  5. un caro abbraccio Giò! Passo più tardi perchè questo post me lo voglio leggere in pace e tranquillità!
    C'è un premio per te in via dei tigli....senza impegno quando vuoi!!!

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