giovedì 5 gennaio 2012

Sui ritardi

Alla fine ho chiuso davvero prima ieri. Prima, diciamo più correttamente puntuale: non ho fatto consueti straordinari. Ho subito informato mia sorella: quale migliore occasione per andare da qualche parte, prendere un aperitivo, fare un giro in auto insieme!? Peccato che lei fosse con i miei già andata via, al centro commerciale... Mi sono sentita, come sempre, in ritardo.
Sono sempre stata in ritardo nella vita.

Nata con quindici e passa giorni di ritardo.
Arrivata alle scuole elementari in ritardo: avrei dovuto fare la primina.
Arrivata in ritardo a quelle conquiste tipiche dell'adolescenza: il primo bacio, le passeggiate con le amiche in centro, i look "moderni".
All'università ero in ritardo: dopo i primi due anni, lavorando non sono riuscita a tenere il passo con gli esami.
Sono in ritardo per inserirmi in altri mondi lavorativi diversi dal mio attuale.
Ecco, sono un po' passata in tutto.
Anche la testa è in ritardo: pensa in modi troppo diversi da quelli che il mio mondo sociale, culturale, lavorativo, richiede. Il che, volendo, non è male: non è che sono in ritardo nel senso di lenta, ma in ritardo perché vivo in una dimensione diversa, dove contano cose diverse.

Ieri sera, ormai che avevo chiuso tutto presto, ho pensato di fare un giro nel negozio della mia amica, coinvolgendo una terza amica. Quando l'ho raggiunta, l'ho trovata accovacciata sulla sedia del pub di una nostra altra amica, intenta ad inzuppare una bustina di the all'ananas e cocco dentro una tazza d'acqua bollente. Un profumo delicato e un tepore inaspettato mi hanno infuso serenità.
Chiacchierando, di colleghi, di tagli al personale, di soldi che non bastano mai, di saldi che per noi due sono un miraggio, di delusioni, di progetti futuri... il tempo è volato. Un'oretta insieme è sembrata tantissimo tempo, ma anche davvero troppo poco, per quanto avremmo voluto ancora raccontarci.

Io e lei siamo diverse. Tando diverse: non solo perché io biondina e lei mora. Diverse perchè proveniamo da un background culturale e da storie familiari diverse, nutriamo bisogni diversi e alimentiamo illusioni differenti... eppure la franchezza, la capacità di dirci sempre tutto e sempre a volto scoperto, ci ha rese più unite di quanto pensassimo.

Inutile dire che il teatime ha reso impossibile andare a trovare l'altra mia amica in negozio: ero evidentemente in ritardo.

Qualche volta certi ritardi, a dirla tutta, sono proprio piacevoli.

14 commenti:

  1. meglio tardi che mai... l'importante è esserci sempre,anche se con un pò di ritardo :D

    Auguri di buon anno cara, e spero che ti sia ripresa anche tu dal malanno che ci ha aggredite in queste vacanze!1
    Tanti saluti affettuosi
    Valentina

    RispondiElimina
  2. ps ho scoperto se vuoi togliere questo capcha che rallenta i commenti, che gli spam vanno direttamente a finire nello spam interno del blog e poi quando vuoi, anche una volta ogni due mesi li cancelli tutti insieme.

    kiss

    RispondiElimina
  3. Ho sempre pensato che ognuno abbia il proprio tempo, abbiamo dei regolatori interni che ci distinguono dagli altri...ed è forse anche il tuo "ritardo" che ti fa essere quella che sei!

    RispondiElimina
  4. Hai ragione, in questo caso è stato piacevole...MA.....io che sonos empre puntuale come un orologio svizzero (mentre sono attila in fatto di ordine) non riesco proprio a capacitarmi del ritardo Pensa che mio padre è capace di farmi aspettare anche 1 ora sotto casa!!!

    RispondiElimina
  5. Io sono sempre stata una puntualissima. Da quando sono a Romanon so più cosa sia arrivare in orario sig sob :(

    RispondiElimina
  6. Ciao Vale. Insomma... io vorrei avere almeno un appuntamento con la puntualità che mi stravolga la vita :) ;)
    Sto meglio, ma ho ancora problemio al ginocchio :) ci aggiorniamo su twitter :D

    RispondiElimina
  7. Paole sono uno spattacolo di tragicomicità!? :P

    RispondiElimina
  8. Paoletta se vi danno fastidio la i levo i codici, figurati è lo steso.. Tanto sono una "realtà" troppo piccola per essere "spammabile" :D

    RispondiElimina
  9. Tita, i osono stanca di essere sempre torppo matura per le cose e decismetne fuori tempo per altre. Anche perché se sono in anticipo, quando cli altri mi raggiungono, finisce che comunque io sono già indietro..

    RispondiElimina
  10. Fra, al di là della puntualità d'orologio, nel mio caso è che proprio mi sento sempre avanti per determinate cose e troppo indietro per altre. Rispetto agli amici, ho iniziato a lavorare per prima, ad esempio, ma sono indietro rispetto ad altre tappe che avrei voluto raggiungere e che altri hanno già consolidato prima di me... tappe tra la'altro che nella mia tabella di marcia mentale avrei dovuto ragggiungere in tempi e modi diversi. SoOno una frana.

    RispondiElimina
  11. Alice, anche la vita in alcune città scorre più veloce o meno in fretta che in altre... :D

    RispondiElimina
  12. credo che per alcune cose il tuo "ritardo" è semplicemente un modo di non uniformarti. infatti lo consideri ritardo solo quando ti paragoni agli altri, mentre se smetti di fare i confronti ti sei presa semplicemente il tuo tempo.

    RispondiElimina