giovedì 1 marzo 2012

1 marzo 2012

La solitudine, talvolta, ti abbraccia come un cappotto pesante che non ti scalda mai.

Ti tuffi nel mondo fuori, come sprovvista di un abbigliamento adeguato, non certo come fanno quelle donne tanto alla moda he girano su sandali senza calze sulla neve, ma proprio come chi proviene da un clima mediterraneo e si risveglia un po' per caso nella penisola scandinava.

Spaesata ti aggiri per le strade, confondi i pensieri e i gesti, sputi parole e formuli discorsi, affinché questo snocciolarsi di banale quotidianità, ti riconduca verso sentieri più noti, verso un qualcosa che ti sia più noto, verso qualcosa di valido, rassicurante, caldo, confortevole.

Per fortuna il cielo è stato clemente ieri ed oggi: regala un sole più intenso, che rinvigorisce le piante, rende più brillanti i verdi delle foglie, proietta delle ombre sull'asfalto che fino a qualche giorno fa si confondeva con quel colore di mercurio liquido dello stesso cielo.

Ed è tra questi raggi, con le tasche di quel cappotto che non scalda colme di sogni appallottolati, che cerchi di ricostruire la tua strada da lì da dove s'era interrotta.

1 commento:

  1. Non è facile sentire calore in certi momenti, ma so che piano piano il freddo diventerà tepore, e troverai un senso buono e rassicurante là dove ora forse senti solo dolore...e poi il sole ci voleva proprio anche se ancora (e per un bel pezzo)coi... calzettoni fuori moda ma che ci si sta tanto bene!

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