domenica 18 marzo 2012

Immagini e pensieri random

Giorni convulsi, carichi di lavoro, di pensieri, di voglia e bisogno di fare ordine, di produrre qualcosa di buono.
Eh si, chi si ferma è perduto, si suole dire...
Così sono immagini random quelle che mi si sovrappongono nella mente, tra pensieri scompigliati e palpiti mai domi.

L'immagine della chiesetta di San Giuseppe, per esempio, in un paese qui vicino. Chiesa un tempo sicuramente curata, preziosa: impronte di stucchi ormai erosi dall'umidità e dal tempo, marmi ormai spenti ed appannati, soffitti decorati, pavimenti un tempo lindi e luminosi, banchi di legno e stipiti delle porte con evidenti segni del tempo che passa. Ti senti trasportata in un tempo diverso, in un'epoca fatta di pudori, di sguardi, di doveri, di valori e moralità differenti, di una semplicità più vera ed autentica.
Socchiudendo gli occhi, durante la messa, mi sembrava quasi di vedere quelle donne con il fazzoletto appuntato sulla testa da grossi spilloni, lì, accoccolate con educazione e riverenziale soggezione tra quei banchi, mentre il sacerdote, magari uno di quei  frati, di cui quel paese so per certo essere stato ricco, celebrava messa con le spalle rivolte all'assemblea, così da non mancare di rispetto al Santissimo.

Gli occhi appannati e stranamente chiari dello zio: nel suo volto, nei suoi tratti, nelle sue mani, ho cercato sin da subito di cogliere quelli che erano i tratti somatici di mio nonno. "Ci vediamo solo per cose brutte", mi ha detto ieri pomeriggio. Ha ragione. Ho voluto abbracciarlo ancora forte, per trovare una traccia dell'abbraccio del nonno, ma niente... Il nonno era diverso, era più bello, più forte, più alto. Era il mio nonno.
Vengo assalita dal rimorso: quante volte avrei potuto mollare tutto, delegare ad altri la gestione dei bambini del volontariato al sabato - come sto facendo da quasi un mese a questa parte - per correre da loro, dai nonni. Invece non l'ho fatto, presa dalla mia vita e dalle mie stupide cose. Che senso ha farlo adesso? che senso ha non mancare una santa orazione, una visita al cimitero, se tanto loro non sentiranno il mio affetto ed il mio calore, cosa che avrebbero di gran lunga apprezzato di più in vita?

Mentre guido alla volta della chiesetta, il sole mi abbaglia e mi scalda il viso. Mi piace pensare che sia la loro carezza, il loro bentrovata da lassù. E' bello guidare con quest'aria tiepida che il sole ci sta regalando in questi ultimi tre giorni.

Questi giorni che, tra l'altro, sono carichi di ricordi: San Giuseppe, che è la festa del papà, l'onomastico del nonno e anche l'anniversario della scomparsa di un'altra zia. Mamma ha preparato con i suoi bambini un bellissimo biglietto di auguri, per sottolineare il legame speciale che lega i papà ai propri figli. Ne ha fatto uno anche per sé e dal suo sguardo so quanto le manca il suo papà.
Ieri, dopo la messa, non sono neppure voluta andare a quella casa, ormai vuota. Sento troppo silenzio e troppe eco di ricordi mancati.

Per dare un taglio a tutto questo, ho anche tagliato i capelli e - cosa che non facevo da due anni - mi sono fatta scura, scurissima per me che ho sempre amato il color miele dei miei boccoli crespi.
Il viso appare più scarno, o forse no, più definito, visto che il mio viso pallido si stacca di netto, viene fuori da questa mezza zazzera color cioccolato.

Dicono che per una donna tagliare i capelli sia segno di una rinascita, di una svolta: ecco, confido in una svolta emotiva, di eventi, di ricordi. Meno rimorsi e occasioni mancate, più voglia di rinascere ancora, eterna felice di piccoli sfaceli. Rinascere come fa il borbottio dei rami spettinati dal vento, in primavera.

3 commenti:

  1. Foto del nuovo taglio e del nuovo colore please.....
    Sei sempre potente quando scrivi giò!
    Buona domenica!
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  2. che bel post! un abbraccio e buona domenica!

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  3. un premio per te da me!! bacissimo

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