lunedì 2 aprile 2012

Del mio weekend

Ho deciso che per un po' non affronterò con troppa profondità e acutezza certi problemi non da poco. Li guarderò con il retrovisore della mente, come se lanciassi uno sguardo casuale e non troppo approfondito a quelli che ho denominato "retropensieri".
Si, perché i problemi non fai in tempo ad affrontarli, a digerirli, a viverli, che tanto ti ripiombano addosso come queste strane gocce di pioggia che, onestamente, non ti aspetteresti dopo gli ultimi giorni di ritrovata primavera, quando già hai imbracciato abiti leggeri e tinte pastello e ti tocca riprendere stivali peasnti, piumini e sciarponi di lana.

E' noto, tuttavia, che dalle mie parti la settimana santa porta freddo, nebbia, pioggia e temperature uggiose, come se anche il clima volesse accordarsi con mestizia al dolore e alla sofferenza del Cristo morto che gira per le nostre strade in processione, in una delle più suggestive rappresentazioni della sua passione.
Allo stesso modo, sono consapevole che non basta un momento di serenità per affermare che il brutto è passato, che la strada è meno ripida.
Qualche giorno ho ammesso a me stessa che, in fondo, se fosse sempre una passeggiata tra il verde, la vita magari non mi piacerebbe così tanto: per quanto remissiva e debole sia diventata negli anni, scoprire, sfidare, resistere sono dimensioni di me.
Ricordo che al test attitudinale che ci somministrarono in terza media c'era una domanda in cui si parlava di come noi ci relazionassimo alle difficoltà: risposi che mi piaceva ostinarmi affinché potessi raggiungere un esito per me favorevole. Ricordo anche che per sembrare meno bacchettona e seria, mentii nel menzionare le persone per me importanti: ero all'epoca affascinata da Madre Teresa di Calcutta, dal Papa e da Martin Luther King ed altri personaggi del genere, nonché da Natalia Ginzburg, della quale avevo letto degli stralci. Scrissi, dopo di loro, che per me erano persona importanti anche un paio di cantanti... copiandone i nomi dalle schede della mia compagna di banco e da quella dell'altra compagna, quella più simpatica in assoluto in classe.

La sostanza, da allora non è cambiata: come allora non mi illudo che sia tutto semplice, anzi... mi convinco che è proprio nella sfida che posso rivendicare il mio valore, il mio appagamento. E' questo che mi resta, ora che tante illusioni e tanti progetti sono crollati.

E' per lo stesso motivo che di questo weekend voglio ricordare solo quando mia madre mi ha svegliata di notte, chiamandomi preoccupata perché parlavo nel sonno. In realtà, in quel sonno ridevo, ridevo di gusto... non ricordo il perché ma dicono che se ci credi i sogni si avverano.

1 commento:

  1. tesoro... non sempre le cose difficili son le più belle... sii più accondiscendente con te stessa... un abbraccio forte!

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