mercoledì 18 aprile 2012

La bellezza discreta

Passando accanto allo stagno, vidi un fiore di loto in piena fioritura e istintivamente gli dissi: "Come sei bello, mio caro! E come deve essere bello il Dio che ti ha creato!".

Esso arrossì, perché non era affatto cosciente della propria grande bellezza. E gli faceva piacere che Dio fosse lodato.

Era il più bello perché era totalmente inconsapevole della propria bellezza.

E mi attirò perché non tentava affatto di attirare la mia attenzione.

Più avanti c'era un altro stagno, dove trovai un altro fiore di loto che allargava verso di me i suoi petali e diceva sfacciatamente: "Guarda come sono bello e rendi lode al mio Creatore".

Io proseguii disgustato.



(Anthony De Mello, Il canto degli uccelli. Frammenti di saggezza nelle grandi religioni)

Sono proprio l'innocenza e la non consapevolezza, spesso, a rendere più affascinanti le persone.
Ieri sera, con il solito cliente maturo e avvenente, quello che va in cerca dell'avventura per sentirsi ancora giovane, per trovare conferme sul prorpioessere, si rifletteva su questo.
Soliti luoghi comuni, per carità. Sul calar della sera, l'ennesima fredda e ventosa di questi giorni, alla luce fredda del neon che penzolava sulle nostre teste, disquisivamo sul fascino delle ragazzine che si aggirano per i quartieri della città con una sigaretta in mano e gli occhi bistrati già a quindici anni, sugli sguardi lussuriosi che le giovani universitarie sue dirimpettaie gli dirigevano dal terrazzo...
Cosui è il classico soggetto a cui piace essere provocato dalle donne, di qualsiasi età. Per fortuna sa anche frenare i suoi istinti e orinetarli, come è giusto che sia, su donne e non su minorenni sgallettate.
L'ultima persona da cui mi sarei aspettata questa riflessione, era proprio lui: "mi fanno paura queste bellezze ostante, già sciupate, insipide, consumate come si fa con le sigarette quando hai il vizio del fumo. Mi fanno un po' tristezza queste ragazze che non hanno gusto per le cose, per la vita vera, abituate ormai a non avere freni di alcun genere, sotto l'ostentazione di un vessillo di libertà. Che ci sia la libertà! diamine! che sia la benvenuta la rottura di giochi e di catane che per secoli hanno condannato la donna a dormire accanto ad un orso che la maltratta e non l'ama, una donna che non ha indipendenza economica, di sentimento, di emozione. Solo doveri. Quando però quest'esercizio di libertà diventa abuso, diventa spreco... si finisce come uno stagno putrido, affascinante, si, ma senza spessore, senza profondità."

Il suo discorso si è protratto a lungo e non mi è dispiaciuto. Normalmente cerco di essere evasiva con i marpioni che, sotto spoglie d'agnello, sono lupi. Non posso negare che la sua riflessione ad alta voce, incentrata su tradimenti, su relazioni usa e getta, su amori indissolubili quanto un post -it, mi ha trovata d'accordo.

Nella sera sempre più fredda, ho confermato anch'io, con lui, quanto sia bello e raro, trovare una persona inconscia del proprio fascino e della propria bellezza - non necessariamente estetica -: mi sembra quasi di vedere occhi grandi per guardare, troppo cristallini per specchiarvisi dentro, dita lunghe per afferrare il mondo, sorriso spensierato e spontaneo, autentico.

E' un po' un peccato che il mondo sedicente normale etichetti l'innocenza e la spontaneità come stupidità.

3 commenti:

  1. è meraviglioso quel brano!
    parole giuste.....
    e tu mia cara giò sei come il primo fiore di loto....semplice, discreto ebellissimo.
    sì.....ne sono convinta.♥

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  2. Ciao Nadi, che piacere rileggerti tra le mie parole ;)
    Qualunque fiore io sia... sono certa di essere come sono :) me stessa :)

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  3. purtroppo vogliono imporci sempre più la volgarità... e noi dobbiamo resistere..

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