lunedì 16 aprile 2012

Riflessioni sparse

Tra stamattina e ieri sera ho rimuginato sulle tante e più cose che frullano per la testa e che contraddistinguono le mie giornate, ultimamente. Mi sono immersa, prima di addormetnarmi in una delle pagine più belle, a mio parere, de "Il re pallido" di Wallace che ho letto sino ad ora. Si parla di prendere coscienza: "il mondo gira intorno a te e tu resta con noi" o qualcosa del genere era il "mantra" che ripeteva la pubblicità di un canale da casalinga depressa al protagonista della pagina. Tutto cambia, si evolve, cose accadono e tu stai ancora lì, a guardare. Questa la scossa, la presa di coscienza, il cogliere la propria immobilità nel flusso del di-venire delle cose, del tempo, dello spazio.

Tra pochissimi giorni sarà il mio ennesimo compleanno: la mia annosa lista del "cose da fare prima del prossimo 25 aprile" resta pressoché invariata. Invariato non è il tempo passato, non lo sono i segni del tempo sul mio volto e sul  mio corpo, il modo di approcciare i vorrei e i dovrei.

Sotto cieli sempre più pesanti di pioggia, nuvole tronfie e sbuffi di nebbia, sono sempre io in un'altra me. Mi sembra di esser tornata a quando mi perdevo nelle riflessioni di grandi filosofi che ho studiato al liceo o all'università. Il tutto e le parti,  la relatività delle cose, la consapevolezza e le illusioni della consapevolezza, gli inganni e il potere della mente.

Di certezza ne rimane una: vita ce n'è una sola e non esiste un biglietto per il quale ti abbonano un giorno speso male, ti restituiscono quell'ora sprecata, non esiste il vuoto a rendere. Esiste solo un cumulo di ore, di minuti, di secondi - la cui quantità è a noi ignota, che abbiamo solo l'opportunità di usare nel migliore dei modi. Sprechi e danni sono solo colpa nostra, checché se ne dica. Ogni decisione ha delle conseguenze, ha delle motivazioni a noi più o meno note, conscie, ma come ci ricordavano in una lezione di psicodinamica, anche un drogato cercherà sempre la sua dose, pur consapevole che il suo stato peggiorerà non appena il suo effetto sarà svanito... per lo meno finché un clic, qualcosa, non cambierà nel suo rapporto con se stesso e con il mondo.

Allora, mi chiedo, perché ostinarsi a mantenere vive relazioni morte? perché piangere ogni notte per un amore potenzialmente importante e indiscusso se in autonomia si è deciso che ci sono ragioni "più importanti" per non viverlo? perché affermare di essere condannati all'infelicità se la chiave per provare a noi stessi che non è così sta solo nel prendere coraggio, bardarsi delle proprie certezze ed affrontarla questa vita? questa unica, sola, santa, maledetta, meravigliosa vita.

Sabato sera, dopo una giornata in cui di certo un istrice era meno pungente di me, mi sono ritrovata a parlare di morale, di rapporti, di fede, di amore. Non so perché, ma ad un tratto ho realizzato di essere in piedi, davanti ai resti delle nostre pizze, con intorno altre sette persone che pendevano dalle mia labbra: io oratore davanti a persone che da me volevano delle risposte o un confronto. Io, che di risposte non ne ho neppure per me. Non mi sono sentita a disagio, quando ho preso coscienza che ero io a condurre, ma mi sono sentita impossibilitata a spiegare il miracolo della bellezza della vita, che anche per me, resta mistero.

Come spieghi l'amore di Dio? come spieghi il primo raggio di sole che il tuo occhio vede e di cui coglie il riflesso su quello scoglio, in quella lontana estate del 2006, mentre l'acqua è ancora rugosa, turgida, scura e pallidi segni di rosa antico affiorano sulla linea dell'orizzonte? come spieghi lo stupore di un fiore che nasce? il senso fresco e il solletico di un filo d'erba... no, non quella che si fuma! Come spieghi che se ami qualcuno devi essere disposto a riununciare ad altri potenziali "primo bacio", "primo appuntamento", "mi pensa?", "gli piaccio?" perché non ha più importanza... perché hai trovato il tuo climax.
Come si fa a non capire che perseverare dietro idee o persone o cose che ci succhiano le energie e non rendono dignità ad ogni singolo, contato, unico e irripetibile istante che ci è dato da vivere.
Magari già oggi il mio tempo è finito ed io non lo so. Non potrò neppure trarre il mio annuale bilancio di "conquiste fatte in un anno". Magari vivrò mille e più anni, novella matusalemme... Non lo sappiamo davvero. Viviamo nella più totale ignoranza del futuro, che pur con ogni smania vorremo controllare, prevedre, programmare, prevenire. Io per prima, figlia ansiosa di madre ansiosa.

Eppure l'unica cosa che ho imparato, credo, è che esiste una cosa sola al mondo che mi darà forza e si chiama AMORE e che esiste una cosa sola sola che ci è stata data gratuitamente e che abbiamo l'obbligo morale di non sprecare, di non sparpagliare come soffioni senza meta, la VITA, solo perché non abbiamo consapevolezza o non vogliamo prendere consapevolezza del suo essere delicato ed effimero, solo perché ci è più semplice nasconderci dietro il paravento dei doveri, delle apparanze, delle tradizioni, del "bisogna fare così".

Non ti sposare in chiesa, se per te il rito cristiano è solo la carnevalata del riso appena esci dalla porta e dell'abito bianco. Non contrarre un mutuo per avere la casa più bella del mondo se poi comprendi che con quel mutuo avrai nnodato un cappio attorno al tuo collo. Non mostrarti amico, se amico non lo sei: dovrai prima o poi far i conti con la tua ipocrisia, guardandoti allo specchio. Non sprecare lacrime inutili, sfogati, si, ma non piangere per ciò che è stato: disperati solo davanti ad ogni occasione di felicità mancata, non colta, non condivisa, perché eri impegnato a guardare un banalissimo telefilm su un canale da casalinga disperata il cui spot ripete "il mondo gira intorno a te... e tu resta con noi".

Si l'ammetto: questo weekend ero un po' cane rabbioso... ma ho anche trovato il coraggio di comprare un costume da bagno e affrontare la mia atavica paura di metter piede in piscina comunale. L'esempio bisogna pur darlo e chi non prova non saprà mai cosa si è perso.


2 commenti:

  1. Molto profonde le tue riflessioni e celano sicuramente delle verita'assolute...
    Mi farebbe molto piacere se passassi a trovarmi sul mio nuovo blog!
    http://somiss-darling.blogspot.it/

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  2. Mamma mia che post...L'ho letto tutto d'un fiato.
    Mi ha colpito particolarmente la parte in cui dici "Non ti sposare in chiesa se per te è solo l'abito bianco...non contrarre un mutuo se dev'essere un cappio al collo..."
    Eccom troppe volte io mi dimentico di quello che voglio in vista del "bisogna fare" perchè "è giusto" (ma giusto per chi poi? Per la società? Per il mondo? Per la gente?).
    Devo ricordarmelo più spesso. La vita è una. È bella. E va vissuta.

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