lunedì 14 maggio 2012

Lunedì 14 maggio 2012

Nella mia vita, miserrima e grande tanto quanto quella di chiunque altro, ho appreso che esistono dei cicli, cicli che ho sempre immaginato come quelle curve sinusoidali che, dopo, ho studiato al liceo.

Esistono dei crescendi, esistono degli stalli, esistono delle lente cadute. Non ci potrebbe essere salita che non porti poi ad un equilibrio e poi ad un declivio molle e pacato o ad un burrone impetuoso che ti scaraventa verso il basso rovinosamente.

Esistono sfumature, che, per quanto io mi sia sempre ostinata a rifuggire, in realtà costituiscono il gusto vero, il sapore, la spezia vera di ogni giorno.

Con gli occhi ancora pieni della bellezza che ho vista e vissuta nei miei pochi giorni londinesi, mi sto ritrovando a fare i conti con tutto quanto ho ultimamente cercato di rifuggire e combattere, anche semplicemente ignorato, mettendo giù la testa sotto la sabbia. Peccato che se anche la tiri su un secondo, ti rendi conto che il paesaggio non è cambiato. Sei solo tu coperta di sabbia e imbrigliata dalla immobilità che consideravi una salvezza.

Magari, la verità è questa: crescendo perdi un po' di magia, spensieratezza, libertà. Magari affidi meno il tuo destino e i tuoi giorni al caso - ammesso che l'abbia mai fatto - e ti senti sempre responsabile di tutto. Stupidamente, aggiungo. Sentirsi responsabili di tutto finisce solo per ostruire le vene e deprivare di ossigeno il cervello. Si muore di asfissia. 

No, forse no, forse semplicemente la vita è così e, al solito, non bisogna scoraggiarsi se la realtà non è quel quadro a tinte romantiche e tenui di delicatezza rinascimentale, o di forme e colori energici e e sperimentali come certe opere futuriste e avanguardiste. Forse è che le cose sono così come sono e siccome siamo nel ballo, dobbiamo ballare e scoprire che c'è un fascino sottile e una bellezza nascosta ovunque.
Nell'amore come nella morte. Nella solitudine così come nella molteplicità. Nel silenzio come nel rumore.

E allora bando ai sentimentalismi nostalgici e commiserevoli per una festa non riuscita, per una mancanza incolmabile, per un abbandono senza nome... perché senza oscillazione dell'aria non ci sarebbe rumore, è vero, ma non ci sarebbe neppure la musica.
British Museum - dettaglio



1 commento:

  1. Ciao cara, brava le tue parole sono molto coraggiose, a volte fa bene mettere la testa sotto la sabbia, aiutaa vedere le cose piu' chiaramente quandoo la si tira fuori....
    Buona giornata

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