martedì 19 giugno 2012

La nave


Una nave nel porto è al sicuro, ma non è per questo che è stata costruita.

Sperimentare, cimentarsi, sfidare un po' il pericolo è indispensabile, per raggiungere la meta, conoscere nuovi porti, tornare  carichi di merci preziose.


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lunedì 18 giugno 2012

Trovare le risposte



In un bar in un paese remoto della Spagna, vicino alla città di Olite, c'è un'insegna messa dal proprietario: "Non appena arrivavo a trovare tutte le risposte, tutte le domande cambiavano". Dice il maestro: "Siamo sempre preoccupati nel dare risposte. Sentiamo che le risposte sono importanti per capire il significato della vita. E' molto più importante vivere pienamente, e permettere che il tempo ci riveli i segreti della nostra esistenza. Se ci preoccupiamo troppo col dare un senso alla vita, preveniamo la natura dal suo agire, e diventiamo incapaci di leggere i segnali di Dio".





(Paulo Coelho, I racconti del maktub)





All'inizio di questa nuova settimana, con un bagaglio un po' più cospicuo di esperienze, di soddisfazioni, di delusioni e conquiste, mi convinco che non ci sono domande, non ci sono risposte, c'è solo vivere.
Sono certa, tuttavia, che dimenticherò in fretta questa lezione: una come me è sempre in cerca, inesauribilmente.

Un po' come quando pensi che tutto sia cambiato, superato... e poi un tuffo al cuore guardando una mano in una mano, ti ricorda che certe cose non mutano mai in te.





mercoledì 13 giugno 2012

Riflessioni


Il decalogo della gioia
(mons. Girolamo Grillo)


Cristo ti chiede di essere un uomo o una donna capace di portare gioia:

1 - ti chiede gli occhi per guardare la realtà del mondo senza chiuderti in te stesso;
2 - ti chiede la mente per escogitare facezie e battute umoristiche onde riuscire a far sorridere chi piange;
3 - ti chiede orecchie per ascoltare e far tuoi i problemi degli altri, dimenticando le proprie amarezze;
4 - ti chiede le spalle per aiutare i tuoi fratelli a portare la croce, senza infastidirti più di tanto di quella che già tu porti;
5 - ti chiede le braccia per sollevare i pesi che gli altri non riescono a rimuovere, temendo di restare schiacciati sotto di essi;
6 - ti chiede i piedi per andare da chi soffre e portare un sorriso;
7 - ti chiede il cuore per amare chi non ha mai ricevuto una carezza e chi si dibatte tra gli affanni;
8 - ti chiede la bocca per pronunciare parole di incoraggiamento e di consolazione al fine di ridare fiducia nella vita;
9 - ti chiede l'intelligenza e la volontà per diventare sale della terra laddove tutto sembra insipido;
10 - ti chiede di non restare indifferente di fronte al fratello che non riesce a venir fuori dalle tenebre in cui si dibatte e di essere per lui come la luce del sole e come l'aria che respiri.

Porterai gioia e calore, ma ricorda di nasconderti sempre come una viola in un grande prato, della quale tutti sentono il profumo, ma che nessuno riesce a trovare.


Al di là del taglio prettamente religioso di queste parole, chi ha lo sguardo puro e un sorriso spontaneo, chi incoraggia e non distrugge, chi più che accumulare per sé condivide con l'altro emozioni, sogni, speranze, parole, idee, non può che vivere più autenticamente.

Quando al mattino guardo fuori il mio cielo non posso non pensare che lo spettacolo, talvolta triste altre decisamente più energizzante, che si offre al mio sguardo sia lì per ricordarmi che le cose più importanti, più autentiche, più vere, sono per tutti, sono gratuite, sono lì per non lasciarci indifferenti gli uni agli altri.

Illusa, forse. Possibile. 

martedì 12 giugno 2012

12 giugno 2012



Dopo tanto tempo niente.

Niente di cui ridere. Niente per cui essere isterica. Niente di cui aver rammarico, rimpianto, rimorso.

Dopo tanto tempo niente neppure da dire.



Il tuo braccio si avviluppato al mio fianco. Avrei voluto fosse più snello, più affusolato, forse giusto per sentirti dire "mamma come sei tutta ossa!". Forse no, a pensarci bene, anzi, decisamente no. Volevo fosse così per me, per sentirmi io ritta dentro un fuso senza spessori e con spuntoni con cui difendermi. Corpo come arma. Di difesa, s'intende. Corpo senza corpo, solo anima, testa, cuore. Quello che cercavi tu e che neppure tu hai saputo trovare.



"Abbracciami" ti sussurrai quella sera. Non l'hai sentito. Dev'essere stato proprio quella sera, in quella magia perfetta, che l'incantesimo si è dissolto.



Quando con distrazione e fretta ci siamo salutati non ho provato nulla. Non c'era tremore nel mio parlare, non c'era esitazione, non c'era ricerca spasmodica del tuo profumo nell'aria.



C'erano solo due persone, ormai estranee, che si sono scambiate un sorriso.

Come ogni volta mi chiedo se, come sempre, anche stavolta mi hai guardata.
Siamo binari.



lunedì 11 giugno 2012

Senza vela

Potendo, oggi, volterei pagina come tante, innumerevoli, troppe volte ho pensato di fare.
Voltare pagina per concludere un capitolo, una fase, inaugurandone un'altra.

"Tutto ha una fine" mi ha ricordato ieri mio padre nella sua telefonata. Lo so bene. 
Questo capitolo a cui non so mettere un punto l'intitolerei forse "Senza vela", per questo abbandono che mi ha pervasa, inebetita, dissolvendo volontà ed energie, contraddistinto da notevoli delusioni. 
Delusioni che lasciano l'amaro come ieri, in cui, a tratti, mi sono sentita nessuno, come se non fossi anch'io artefice di certi progetti. 
No, non sono una bambina a cui dare il contentino, a cui dire... "ecco fai questo... così resti contenta e fai una cosa pure tu". 
Che io sia arrogante e presuntuosa? possibile. penso che ogni madre rivendichi con orgoglio e forza la propria creatura. Così io avrei voluto rivendicare la mia creazione, il frutto dei miei impegni.

Non importa. E' andata. Adesso, però, devo trovare modo di chiudere. Chiudere gli intrecci e le sottili fila che s'intrecciano lungo questo canovaccio sgangherato, per concentrarmi su altro.
Crescere è anche questo ed il periodo estivo, legato al simbolico raccolto dei frutti dell'impegno profuso nell'inverno, mi ricorda che è il momento di progettare di nuovo.

Stamattina, il mio cielo azzurrissimo, la mia montagna baciata dal sole, i gerani e le rose sul balcone mi hanno offerto nuovi colori da imprimere negli occhi, nuove speranze a cui schiudere un sorriso.


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sabato 9 giugno 2012

Pensando a domani

La vigilia del gran giorno è arrivata.

Di gran giorni ne ho vissuti tanti. Tutti diversi, tutti belli almeno in qualcosa. Unici. Sempre stessa sensazione di spossatezza, si svuotamento, di confusione. Di disordine ordinato.

Di gran giorni deludenti ne ho vissuti, ma anche da questi ho tratto insegnamento.
Adesso mi preparo a domani, incerta su cosa mettere, incerta su come muovermi, amareggiata da tante piccole e grandi cose, ma con la certezza che sarà un gran giorno ugualmente.

Socchiudo gli occhi e penso a come mi piacerebbe, ora, somigliare a quel volto angelico, fresco, vero, semplice, che ho incrociato oggi: la purezza è sempre più rara.

Svuoto la mente. Mi affido a quel che sarà, mentre il calore di
Source: flickr.com via Kyoco on Pinterest
questa afosa giornata mi culla delicatamente e mi rassicura: non siamo mai soli, nulla è mai lasciato al caso, tutto ha un senso, un principio, una fine. Il bello sta nel godersi tutto.

C'è sempre qualcosa di meraviglioso, a ben vedere. Sempre.


giovedì 7 giugno 2012

La tua passione?


La bontà

Non permettere mai
che qualcuno venga a te e vada via
senza essere migliore e più contento.
Sii l'espressione della bontà di Dio.
Bontà sul tuo volto
e nei tuoi occhi,
bontà nel tuo sorriso
e nel tuo saluto.
Ai bambini, ai poveri
e a tutti coloro che soffrono
nella carne e nello spirito
offri sempre un sorriso gioioso.
Da' loro non solo le tue cure
ma anche il tuo cuore.


(Madre Teresa di Calcutta)


Ieri sera un conoscente mi ha chiesto quali fossero le mie passioni. 

Scrivere, avrei risposto d'istinto. E' quanto scelgo, istintivamente, per esprimermi, per sfogare i flussi di pensiero attorcigliati come fili di lana grossa - di quella che la mia amata nonna usava per fare le calze da notte - che dentro.

L'arte, la musica, i colori. A pensarci bene le emozioni, le persone, le storie, i viaggi.

Vivere. Ecco si chiama vivere la mia passione più grande, che non è quanto faccio oggi: oggi, di media, sopravvivo a me stessa, ai divieti, agli oneri, ai vorrei e ai dovrei. Oggi lascio che passino i giorni non senza il rammarico di non averne apprezzato abbastanza ogni istante, come si farebbe con ogni singola goccia di nettare prezioso, talmente prezioso da essere centellinato.

Vivere, ma regalando un sorriso. Sin da bambina ho sempre avuto un desiderio: donare una stilla di felicità, di gioia, di soddisfazione, regalare un ricordo - come i tanti belli che conservo gelosamente nella scatola delle fotografie sbiadite catturate dalla mia retina - a chi, per qualsiasi motivo, avrei incrociato nel mio cammino astruso sulle montagne russe del mio sentire.

Compito arduo, per chi sovente dimentica di sorridere a se stessa.

mercoledì 6 giugno 2012

Di progetti e di persone


Se si respira lo scoraggiamento, nessuna iniziativa è efficace. Non bastano iniziative umane, né una "propaganda" più sottile e moderna: senza la speranza, senza la gioia, anche le vocazioni non maturano, perché solo la speranza dà le ali ai piedi e suscita le scelte di vita più ardite.

(mons. Mariano de Nicolò)


"Ti ho vista strana. Cos'hai?", così scrive la stessa persona che da qualche periodo in qua solleva in me mille dubbi: dubbi sul mio valore, sulle mie competenze, sul mio valore. La stessa persona che per educazione e sensibilità non ho mai messo da parte, ma che ama fare la "prima donna" a tal punto che gli errori, inevitabilmente sono altri, i meriti... beh... non scherziamo!

Quando percepisci che qualcosa non va, persone come me cercano prima di capire se c'è una propria responsabilità, un torto, un malinteso, un chiodo su cui battere ancora perché il telaio di legno tenga bene o se è il caso toglierlo via con una tenaglia e pazienza certosina quello stesso chiodo. 
Persone come me, probabilmente, si sentono così stupidamente importanti da sentirsi responsabili di tutto e potenzialmente condannati a morte per un sospiro, ma allo stesso momento testardi e cocciuti a tal punto da voler comprendere perniciosamente dove sta l'errore. Quale pennellata di cobalto renda quel cielo troppo cupo per essere primaverile ma non troppo. 

Un'amica mi ripeteva anni fa, che il mio problema in molti ambiti è prendere tutto di petto... e soccombere sotto le sfumature di quello stesso arcobaleno che da solo, in un unico colpo d'occhio, spesso non si può cogliere.
La stessa amica mi ha insegnato a sbuffare per cacciar via i brutti pensieri, come fa il fumo dai comignoli, denso e pastoso. E' stato frequentando lei che ho iniziato a darmi delle sberle immaginarie per ritornare sulla terra, quando il pensiero prende il sopravvento.
Non bastano però sbuffi, elucubrazioni mentali, osservazioni al microscopio: in certe situazioni  ci vuole solo passione e speranza. L'una che infiammi e spinga sempre oltre, l'altra che infonda il coraggio per tendere alla meta, senza lasciarsi abbattere dai fallimenti.

Allora non chiedermi cos'hai. Forse non ho più quella passione e quella speranza necessarie per infiammare il mio animo ed il mio fare. Forse ha passione e speranza per qualcosa di nuovo. Cosa sia non so, o magari lo so, o chissà... Forse ho gioia e passione e speranza ben nascoste nel fondo del cuore, lì dove giacciono le lacrime non piante, i sorrisi mai esplosi, i baci non dati e le farfalle nello stomaco. 

Le persone come me, che lo ammettano o meno, hanno un arcobaleno dentro: indaco e violetto bilanciano gli aranciati e l'oro.



Source: vitalibera.it via Vita on Pinterest

lunedì 4 giugno 2012

A minuti

Perplessa, delusa, mi avvio verso quello che è stato uno dei più grandi motori della mia vita... che a quanto pare è destinato a spegnersi.
Sarà che tutto finisce. Sarà che tutto nasce e si trasforma, ma non muore. Non ci ho mai creduto che tutto finisca senza produrre frutti, senza lasciar traccia.

Non credo che questa sia la strada giusta sulla quale perseverare. Non c'è più evoluzione se tutto stancamente segue se stesso, senza meta, senza vela, senza timone, senza passione.

Non voglio più nulla, da tempo, che non mi emozioni almeno un po'.


domenica 3 giugno 2012

Ascolta

Un viaggiatore disse a uno dei discepoli: "Sono venuto da molto lontano per ascoltare il maestro, ma non trovo niente di straordinario nelle sue parole".
"Non ascoltare le sue parole. ascolta il suo messaggio".
"E come si fa?"
"Afferra una frase che lui dice, scuotila finché tutte le parole cadono. Ciò che rimarrà infiammerà il tuo cuore".


(fonte non specificata)

Mi chiedo, in questa piacevole domenica di giugno, se mai qualcuno ascolterà il messaggio o se io, almeno una volta, sarò in grado di scuoterle quelle parole, come faceva il nonno con quel legno sottile e flessuoso, con i rami dei mandorli: ogni sbattere, ogni fruscio di foglie, erano frutti maturi e foglie morte che cadevano, ma la pianta, la linfa verde, rimanevano impassibili e baciati dal sole di fine estate.

Vorrei aver spogliato del superfluo ogni cosa e assorbito con ogni fibra l'essenza. 
Vorrei che ciascuno di cui m'importa, che amo, che reputo importante, fosse in grado di vedere limpidamente oltre il fogliame e carpire l'essenza.


venerdì 1 giugno 2012

Conversione


Io non credo a chi parla agli altri della propria fede a scopo di conversione.
Bisogna vivere la fede; solo allora potrà accadere che si propaghi da sé.


(Mahatma Gandhi) 
Leggo queste parole e trovo conferma: conferma del fatto che è l'esempio, il fatto che conta e non la parola.

E' l'incoraggiamento dato nei fatti, nella libertà e nel rispetto di chi sei e di cosa vuoi e vorresti e potresti, non quello dato con la parola e il silenzio che ricattano subdolamente.

E' il coltivare nel proprio cuore il seme dell'amore, della solidarietà, della carità, non il battersi i petto come moderni farisei pentiti.

Sono certa che anch'io in mille e più modi sono stata incoerente, sono stata debole, sono stata controfigura del mio sentire ma ci sono cose sulle quali, ormai, non riesco a transigere più.

Ieri sera, poggiando la testa confusa sul cuscino, pensavo: "ma non ti chiedevi come potevo migliorare io? il tuo egoismo è stato così forte da nascondere e soffocare il mio bene? il senso del dovere può essere così forte da condurre ad un suicidio dell'identità e delle idee?

Pensavo anche: "con quale coraggio ti vanti di essere ciò che sei, se il disinteresse e la superficialità sono palpabili, se non ti rimorde la coscienza per ciò che stai facendo, per il lassismo e l'indifferenza che mostri? è facile dire che è colpa degli altri... ma tu, di tuo, come pensi di dimostrare con la tua condotta ed il tuo agire ciò che sostieni a parole?"

Forse ci sono giorni in cui, a turni, ci sentiamo tutti un po' vittime e non ricordiamo di quando fummo carnefici.

Forse in certi giorni, è proprio lo stridulo verso delle rondini e il sole sempre più caldo che ti ricordano che bisogna ripartire, imparando dagli errori, che la vita è una e bisogna dare il meglio.