venerdì 1 giugno 2012

Conversione


Io non credo a chi parla agli altri della propria fede a scopo di conversione.
Bisogna vivere la fede; solo allora potrà accadere che si propaghi da sé.


(Mahatma Gandhi) 
Leggo queste parole e trovo conferma: conferma del fatto che è l'esempio, il fatto che conta e non la parola.

E' l'incoraggiamento dato nei fatti, nella libertà e nel rispetto di chi sei e di cosa vuoi e vorresti e potresti, non quello dato con la parola e il silenzio che ricattano subdolamente.

E' il coltivare nel proprio cuore il seme dell'amore, della solidarietà, della carità, non il battersi i petto come moderni farisei pentiti.

Sono certa che anch'io in mille e più modi sono stata incoerente, sono stata debole, sono stata controfigura del mio sentire ma ci sono cose sulle quali, ormai, non riesco a transigere più.

Ieri sera, poggiando la testa confusa sul cuscino, pensavo: "ma non ti chiedevi come potevo migliorare io? il tuo egoismo è stato così forte da nascondere e soffocare il mio bene? il senso del dovere può essere così forte da condurre ad un suicidio dell'identità e delle idee?

Pensavo anche: "con quale coraggio ti vanti di essere ciò che sei, se il disinteresse e la superficialità sono palpabili, se non ti rimorde la coscienza per ciò che stai facendo, per il lassismo e l'indifferenza che mostri? è facile dire che è colpa degli altri... ma tu, di tuo, come pensi di dimostrare con la tua condotta ed il tuo agire ciò che sostieni a parole?"

Forse ci sono giorni in cui, a turni, ci sentiamo tutti un po' vittime e non ricordiamo di quando fummo carnefici.

Forse in certi giorni, è proprio lo stridulo verso delle rondini e il sole sempre più caldo che ti ricordano che bisogna ripartire, imparando dagli errori, che la vita è una e bisogna dare il meglio.

1 commento: