lunedì 16 luglio 2012

15 Luglio - Gelato al limone

Sono passati sei anni da quando ho mangiato l'ultima volta lì. Probabilmente ci sarò andeta anche altre volte, non lo so, non ne ho memoria. Ricordo solo le cose che lasciano un segno. Quando qualcosa mi colpisce, cerco sempre di focalizzarmi su quell'oggetto, evento, fatto, istante: amplifico in sensi, confidando che questa sinergia mi aiuti a farne una fotografia da conservare nell'album dei ricordi che sono certa di avere in uno dei miei cassetti della mente.

Non ricordo com'ero vestita. Sono certa che mi fossi fatta bella per te. Ricordo che eri con P.: avrebbe dovuto prendere la patente per le moto, anche se era passata già da un po' l'eta in cui la maggior parte dei ragazzi la consegue.
Facevi il saccente. Come sempre, come è tuo modo. Arrogante. Sarà questa acidità che mi attirava. Era uguale alla mia. Io credo di averla un po' ereditata da mio padre: è più facile prendere in giro, ridicolizzare chi hai di fronte, demolendolo... sperando sempre che l'altra persona sia sufficientemente autoironica e poco permalosa. Ossia l'opposto di me.

Stavo a distanza. Un po' vicino un po' no. Non sapevo se la mia presenza ti urtasse, ti fosse indifferente o fosse qualcosa di cui andar fiero con gli amici. Quando mi presentasti, lo ricordo bene - lì tutti schierati spalle al muro come un riga di prigionieri pronti ad essere fucilati... peccato che fossero loro il plotone ed io mi sentissi il condannato -, tutti ti chiesero dove avessi trovato "una così"... Gongolavi. Un po' anch'io, così piena di insicurezze - maledette! - com'ero allora. Tacchi alti, pantaloni neri, la paura di cadere a faccia in giù tra i sanpietrini della piazza, la certezza che non mi avresti offerto un braccio a cui sorreggermi. Se non ci sai camminare non li mettere i tacchi!

Alla fine dello spettacolo, di cui non ricordo nessuna nota, consistenza, spessore, mi mollasti seguendo gli altri: offrivi la tua moto per l'ultima prova prima dell'esame di quello. La sua ragazza mi stava simpatica: sarà perché ci sentivamo due pesciolini fuor d'acqua entrambe. Era l'unica con cui avessi un minimo legato.

Ieri sera non c'eri. Non ti ho visto. Forse una parte di me ti ha cercato: quella parte di me che trova sempre più belli, più interessanti, più vibranti i "se avessi fatto..." e i "se fossi stata..."; quella che rende il passato in potenza - in una personalissima accezione metafisica di origine aristotelica - migliore del presente in atto.

Ieri sera ho preso un gelato al limone, con l'amica di allora e con il cerotto che doveva servire ad infondere fiducia ma ha finito per invadere il cuore, prima ancora che fosse totalmente dilaniato da un potenziale "poteva essere".

Source: 500px.com via Susan on Pinterest

Nessun commento:

Posta un commento