martedì 17 luglio 2012

16 luglio 2012



Ciascuno di noi hai i propri difetti. E' un dato di fatto: un'equazione perfetta per ciascun perfettamente imperfetto essere umano. E' meraviglioso, a ben pensarci.

Come ogni cosa contiene in sé gli opposti, i contrasti e non sarebbe tale senza tali incongruenze che la rendono unica, parimenti ogni individuo ha dentro di sé un poliedro infinito di sfumatura e accezioni e non sarebbe più autenticamente inteerssante, affascinante, bello, se così non fosse.

Non parlo della bellezza o del fascino che le riviste patinate, tra chiaroscuri e ritocchi, ci propinano foderandoci le pupille, quella bellezza di corpi irreali, lussi, vezzi.

Parlo di una ruga tra le sopracciglia, sopra il naso, o di quella fossetta che decora solo una guncia.

Parlo della sensibilità di chi si emoziona per un arcobaleno ma magari non ha il benché minimo senso del tatto quando si relaziona gli altri.

Parlo di chi non sa spendere una parola gentile, ma è capace di grandi slanci magari quando meno te lo aspetti.

Ho sempre pensato, tuttavia, che ciascuno di noi preferisce aderire, spalmarsi, su un'idea assoluta di se stessi: un'idea in cui siamo perfetti - non perfettibili -, migliori degli altri, con il punto di vista assolutamente più idoneo ad ogni situazione...

No, non è egoismo o superbia! ci mancherebbe... è che "l'io" di turno è sempre più competente, più bravo, più illuminato, di te che lo stai ad ascoltare.

Così quando una persona impicciona, criticona, che ti chiama magari solo per chiederti l'ultimo pettegolezzo - ma non per spettegolare! ci mancherebbe... è che dispiace... però pure X che se le cerca...è colpa sua di sicuro... io invece... -, una persona che ha idee chiare su come si crescano i figli, su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato... mi viene innanzi dichiarandosi la più docile, la più gentile, la più limpida... diffido.

Diffido dal giudicarla male, dal credere che sia un'illusa che predica bene e razzola male: magari nel suo modo di vedere la metafisicità del mondo e delle cose, è normalissimo sentirsi sensibili ed in comunione cosmica con il genere umano e poi prendere a parolacce il proprio partner davanti a chiunque, umiliandolo...

Diffido dal pensare che sia malvagia, che sia di base una persona da evitare: se è vero che in superficie siano evidenti callosità e ruvidezze, ci sarà pur sempre un gene primigenio di bontà che compensi il difetto. Lo stesso gene a cui si rifà il suo ideale dell'Io, di cui a parole tanto si vanta.

Dicono che capendo noi stessi, capiremo meglio gli altri.
Ma io vi dico, amando gli altri impareremo qualcosa di più su noi stessi.
Così diceva Kahlil Gibran. Io aggiungo che è avvicinandosi agli altri nel modo più empatico possibile, impareremo probabilmente a comprendere che c'è di più anche in noi: un crogiolo di pregi, difetti, convizioni, concetti, falsi miti che ci rendono ciò che siamo. E non siamo se non anche grazie all'altro.

Non giudicare... potresti anche essere peggio di quanto immagini agli occhi degli altri... 

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