giovedì 19 luglio 2012

Tra parentesi


"Sai invece quando ho veramente provato una stretta al cuore? Quando hai descritto te stessa per eliminare qualsiasi dubbio e, chissà perchè, ti sei riassunta in una sola frase, oltretutto tra parentesi ("piuttosto alta, capelli lunghi, ricci e ribelli, occhiali...").



Se è davvero cosi', se ti senti tra parentesi, permettimi allora di infilarmici dentro, e che tutto il mondo ne rimanga fuori, che sia solo l'esponente al di fuori della parentesi e ci moltiplichi al suo interno."




da "CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO" di David Grossman

Tante volte mi sono sentita tra parentesi. Troppe volte aggiungo.


Ogni volta che ho pronunciato un "si" o un "no" spinta da un devo.

Ogni volta che ho omesso la mia preferenza, il mio desiderio, il mio volere sacrificandoli ad un "bene" superiore, supremo nella convinzione che elevasse qualitativamente la mia persona, o meglio l'immagine che gli altri nutrivano di me.


Un tizio, ieri, che evidentemente presumeva di avere una conoscenza intima della mia persona, dei miei pensieri, dei miei stati mentali, asseriva che mi vede "finalmente serena".


"Che ne sai tu di com'è una persona finalmente serena? di una persona che ha trovato il suo equilibrio, la sua comfort zone?"

Che ne sai?

Io so che certi momenti non tornano, certe porte, una volta chiuse non aprono portorni, sbarrano solo l'accesso ad un altro mondo possibile. Quando ne chiudi una, due, tre il tuo mondo sembra sempre più piccolo, sempre più scuro, sempre più ristretto. L'aria più rarefatta, non per questo irrespirabile, ma non libera.

Chiudi, spranga, sorridi sempre, speranza in cuore come vento tra le vele.

Stagione su stagione, polvere su polvere, ruga su ruga, chiavistelli su battenti.




Tra parentesi.



A vent'anni ti senti padrone del mondo, con la voglia di raggiungere vette note solo a te alla tua immaginazione.

Piano piano la vita ti risponde, i sentieri si trasformano, ti portano lungo strade asfaltate il cui bitume è mangaito dall'arsura del sole, senza indicazioni, senza ombra, come certi tratti della Route 66 che tante volte ho dipinto nei ricordi, attingendoai frame dei film.

Sentieri irti, strade strette, o larghe, con compagni di viaggio diversi per poco e per molto. A volta arranchi. A volte vai spedito. Giochi con un sasso e poi lo sospingi al margine della strada. Non è escluso che ne ritrovi uno più rotondo con cui giocare. Torni anche indietro, talvolta. E non solo per tornare a giocare con un sasso.


Finché però la tua strada è lì fuori, sarai in qualche modo libero.

Quando vivi tra parentesi, non ci sarà per sempre ossigeno. Solo sorrisi che arredano. Silenzi che assordano. Asfissia della mente.

1 commento:

  1. troppe volte la gente crede solo vedendoti di sapere come ti senti.
    una bella presunzione direi!
    ti auguro di toglierle quelle parentesi amica mia ... un bacino

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