domenica 9 settembre 2012

Pause


Ogni tanto ci vogliono delle pause.
Pause per ristorarsi, pause per pensare, pause per godersi il paesaggio man mano che si cammina.
Pause per respirare prima di tornare ad immergersi nelle proprie faccende, pause per dire stop: basta.
Pause per...
Il problema è quando le pause sembrano l'unica dimensione accettabile: un presente sospeso che non scorre più avanti, solo memorie di un passato e un orologio rotto, le cui lancette segneranno inesorabilmente sempre la stessa ora, ma due volte al dì segneranno quella giusta.

In questo mese e più di silenzio, un po' imposto e un po' scelto ho realizzato quanto la mia vita sia in pausa.
Chi ha voglia di sentire le lagne quotidiane di chi ha messo in pausa anche se stesso?!

E' una scusa, penso: è una scusa bella e buona. Assolutamente. E' più facile sentirsi schiacciati dal peso delle cose, degli eventi, delle scelte. E' più facile convincersi di avere doveri. Si cancella tutto, attraverso queste facili, semplici regole, trucchi da illusionista per chi è illuso nella vita.
Finisce che metti in pausa i sogni, la fantasia: non c'è tempo per fantasticare mondi possibili, mete raggiungibili e non ... metti in pausa la tua voglia di essere, di migliorare, di andare.

Finisce che metti in pausa la tua vita sociale: non c'è tempo, voglia, spazio per cui ti delude, per chi ci crede, per chi ha qualcosa da darti o solo voglia di prendere. Peccato che, ad ogni modo, perdi anche l'opportunità di allargarle quelle maglie della rete a cui appartieni. Un pesciolino rosso in una boccia.

Di giorno in giorno, di stagione in stagione, ti trovi con pagine ingiallite tra le mani, gli occhi lucidi di ricordi, il cuore carico di rimpianti, il respiro pesante di chi non ce la fa, il ginocchio che trema - unico sfogo di un corpo che non si concede una lacrima -, una voce tremante ma forte, intensa, che ad occhi chiusi senti rimbombare tra le navate di una chiesa che, vuota o piena, farebbe poca differenza.

Canti con ogni energia, con la voce che viene su dalla pancia e sale su in testa, come fosse l'urlo di un prigioniero torturato, e tremi e non piangi e non trovi risposte.

No, non è che la vita sia terribile, non è vero che la natura è matrigna, che tutto è uno schifo, che ci sarà solo nebbia d'ora in poi, perché si sa, qui tra questi monti c'è solo nebbia fino a maggio... è solo che funzioni tu male: hai messo in pausa la tua vita.

Spetta a te premere il tasto giusto e andare avanti.

Play.

5 commenti:

  1. ciao giò!
    è bello rileggerti.......♥

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  2. io non sono mai stata per le pause...
    ma parlarne da fuori,. senza la possibilità e l'effettiva permanenza in un dato status quo, è semplicissimo... ciò detto a volte fa bene...
    libro sulle ginocchia tazza di cioccolato fumante che brucia tra le mani... oppure scodella di gelato rigorosamente goloso!

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