lunedì 5 novembre 2012

Ricordi

Spesso penso di aver un rapporto troppo morboso con il tempo. Una relazione impastata di odio ed amore, speranza ed illusione. Temi tutti troppo ricorrenti nella mia mente sempre troppo piena di penseri.

Tra le zolle brulle di terra, ancora un po' zuppa per le troppe abbontanti piogge di qualche giorno fa, mi sono sentita avviluppata da quel senso di nostalgia, di tristezza, di cui spesso sento impregnate certe pagine di romanzi o certi racconti di vita. Come si dice?  Saudade. Beh... mettiamola così.
I rami degli ulivi piegati sotto il peso dei loro frutti, le reti verdi e arancioni, gli stivaletti di gomma, i rastrelli arancioni anche loro. I miei stivaletti erano rossi con il bordo superiore blu. Chissà dove sono finiti. Presumo in qualche discarica, gettati via, giustamente. I rastrelli resistono ancora. non ci sono più, però, le grida di mia sorella e di mia cugina, con me, bambine, che corrono sotto quelle fronde, che raccolgono - si fa per dire - per aiutare i "grandi". La radiolina nell'incrocio tra i rami più grandi e il tronco di mio padre. Era una vecchia radio a transistor, con un elastico in mezzo che non ho mai capito a cosa servisse... in fondo le parti di plastica tenevano da sole, anche senza elastico. Negli anni '90 quella radiolina fu sostituita con un'altra radiolina, poco più moderna, gialla e nera. Quella esiste ancora e funziona; basta mettere le mini stilo e allungare l'antenna.

La sera, quando già era troppo buio per continuare a stare tra gli alberi, con il rimorchietto si caricavano i sacchi bianchi - che odore pesante e nauseabondo di plastica dura emanavano! - e si portavano a chiuso per poi vuotarli e separare attraverso una specie di rete - tipo quelle che si usano per domire - il fogliame dalle olive. Ricordo che quelle già pulite venivano tenute ben larghe, perché non "sudassero" e non si compromettesse la qualità dell'olio al franotio, che, mio malgrado, in tutti questi anni non ho mai davvero visto da vicino. So per certo che mio nonno e mio padre sono cultori della spremitura a freddo: le proprietà organolettiche del frutto rimangono intatte e l'olio che ne viene fuori è di qualità superiore. Non so altro.
Era una gioia, tuttavia, infangarsi un po', aiutare raccogliendo quelle olive grandi e succose, mettere nel secchiello quelle sfuggite alle reti. Era un po' una festa per noi tre: così come lo era la vendemmia infondo, ma nella vendemmia - per via delle vespe e delle forbici a noi proibite - non potevamo divertirci allo stesso modo.

Sento ancora l'odore della cucina a legna - "economica" come la chiama mia nonna - su cui ogni tanto mettevamo le mandorle a tostarsi e che costituiva il mio luogo prediletto, freddolosa come sono ancora oggi.
Svegliarsi presto, condividere i pasti tutti insieme, la sera vedere il buio scendere silenzioso ma senza più grilli e civette come in estate. La porta chiusa, le coperte pesanti, i lettucci diversi da casa che chissà perché mi apparivano sempre troppo grandi.

Ieri eravamo in campagna, ancora, per la raccolta di quest'anno. La magia però non c'era più, mentre quegli ulivi secolari, le loro fronde, i loro frutti sono ancora tutti lì, in attesa che mani sapienti o manine morbide di bambine l'accarezzino ancora. Non ci sono più gli zii, non c'è più mia sorella, non c'è mia cugina, non c'è neppure la radiolina accesa. Al loro posto operai validi - per carità - che, lavorando sodo, mi sembrava facessero a brandelli il mio cuore, i miei ricordi di bambina.

Sì, perché quando guardi al passato e ci vedi qualcosa che ti manca, tendi smepre a pensare al meglio che non c'è più, a rendere immenso il valore di quanto non hai più e non potrà più esserci. Nessun odore di mandorle tostate o di legna bruciata, niente sacchi bianchi, niente manine e stivaletti rossi.

Forse dovrei smetterla di essere così sentimentale, così ancorata a quanto era e dovrei focalizzarmi su ciò che c'è e che potrà esserci. Camminando in avanti con la testa voltata all'indietro, si finisce per sbattere.

4 commenti:

  1. che bello avere questi ricordi! da me invece è rimasto tutto uguale, che bello quando in estate fanno il fieno!!!

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    1. Che bello ritrovarti qui tra le mie pagine! :) noi il fieno non lo facciamo da secoli... solo alberi :)

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  2. quello che dici è vero ma per guardare bene al futuro bisogna avere alle spalle tutto il bagaglio del passato.
    Buonanotte cara!!
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    1. Vivere senza stimoli non fa che rendere il passato sempre più affascinatne e carezzevole ed il futuro sempre più bigio...

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