giovedì 3 gennaio 2013

Amore senza retorica


Non ho mai avuto occasione di gettarmi in un torrente per salvare un pericolante; spessissimo sono stato richiesto di prestare qualche cosa, di scrivere lettere, di dare modeste e facili indicazioni. 
Non ho mai incontrato un cane idrofobo per via, invece tante noiose mosche e zanzare; mai avuto persecutori che mi bastonassero, ma tante persone che mi disturbavano col parlare forte in strada, col volume della televisione troppo alzato o magari col fare rumore nel mangiare la minestra. 
Aiutare come si può, non prendersela, essere comprensivi, mantenersi calmi e sorridenti il più possibile in queste occasioni, è amare il prossimo senza retorica, ma in modo pratico.
 
(Giovanni Paolo I, Illustrissimi, Lettera indirizzata a S. Teresa di Lisieux)

Io di retorica ne ho poca, quest'oggi. Ho solo rancore e astio, alimentato da anni di sublimazioni, di "niente ci fa". Oggi voglio essere un cane rabbioso, un'insistente zanzara, un rumoroso passante. Non per dar fastidio alla gente, me ne guarderei bene, ma per sentire compassione verso me stessa e tornare ad amare un sacco svuotato - me lo auguro -  dai sassi troppo pesanti.

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