venerdì 11 gennaio 2013

Profumi dal cuore



Il profumo del pane fatto dalla nonna, penso sia il più buono del mondo. E’ un profumo che magari – passando vicino ad una rivendita di pane – magari abbiamo sentito un po'’ tutti, ma quello è speciale. E’ speciale perché quando la nonna fa il pane è un Po’ una festa. Tutta la famiglia riunita, seppure ciascuno tra le sue faccende affaccendato. l’aroma del legno che arde e si disperde dal comignolo dei tanti forni che sono stati eretti e abbattuti nella casa in campagna.
Non so se sia un caso, ma quella che ora è la mia camera in quella casa, un tempo era il forno. quello della casa colonica per intenderci. Anzi, della riforma. credo che i coetanei dei miei nonni chiamino quelle case come la nostra così, case della riforma.
ricordo bocche di forno basse e scure, altre ondulate e simpatiche, altre dritte e squadrate. Comignoli alti, poco più bassi, ora poi decorati da quella strana giostra argentata che gira sul tetto.
La cenere, le braci. Il forno che nella sua pancia diventa sempre più bianco, ma non ho mai saputo rubare il segreto che svela quando sia pronto, alla temperatura giusta per infornare.
Quello di ora ha lo sportello di vetro e il termometro. Dovrebbe in teoria essere più facile, capire. Ora come ora,però, quando la nonna è già anziana ma con le energie di una ventenne… non ho più molta voglia di carpire alcuni sui trucchi. Mi sembra di derubarla di qualcosa. mi sembra come se dovessi perdere anche lei, rubando le sue abilità e memorie.
So che un giorno mi mancherà terribilmente tutto questo: mi mancherà quel profumo di pane che sa di legno di ulivo, di mandorlo, di lievito madre – il “cruscente” come lo chiama lei -. L’odore di ruggine della carriola dove il nonno depone le fascette di legni da ardere. il profumo del limone piantato proprio sopra la porta d’ingresso del forno.
Ci sono tanti altri odori che mi appartengono, che impastano le mie memorie, i miei ricordi, come quello del latte in polvere di mia sorella, del profumo di quello che era “l’amore immaginato” della mia prima vita adulta, il profumo di un’estate che vorrei non fosse mai finita, il profumo di vaniglia e zucchero misto a fumo di sigaretta che c’è a casa di mia sorella e che ancora permane a casa mia, nonostante sia andata via domenica. Anche oggi, mentre mi preparavo per la doccia, sono andata a sniffare il suo odore, come se la stessi abbracciando virtualmente dandole il buongiorno…
c’è l’odore di mia madre poi, che è una cosa unica. A volte è troppo forte per me, ingombrante. Altre ha tutto il calore di lei e del suo essere mamma per eccellenza. Mamma dentro, da sempre. Insomma… un profumo che è come ogni madre, tenera e pesante allo stesso tempo, ma di cui non so come poter fare a meno.
Per finire c’è l’odore delle candele: quelle del compleanno, quelle della notte di pasqua, quelle che – vuoi o non vuoi – sono legate sempre al fuoco.
L’ho sempre detto, in fondo, che il mio elemento è il sole. Sole che è fiamma che arde, che brucia, che distrugge, ma senza cui non si può vivere. Vuoi mettere l’odore di certe giornate d’estate, quando il calore non è ancora troppo invadente e altezzoso e la terra profuma di buono, di erba, di rugiada?

9 commenti:

  1. Dalla cucina arriva il profumo della pizza :)

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  2. Adoro l'odore del pane fatto in casa, i miei ricordi invece sono focalizzati sull'odore delle fettuccine che faceva mia nonna che purtroppo non c'è più...

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  3. Adoro il profumo dei biscotti che usciva dal forno di mia nonna. Deliziosi!
    Alessia
    THE CHILI COOL
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  4. i profumi, gli odori dicono a noi più di mille parole. e il sole accecante di certe giornate estive è realmente ciò di cui avrei bisogno oggi. giornata freddina e grigio piombo invece...

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  5. Per me l'odore della cucina è quello del caffè la mattina e dei dolci che sforna mia mamma! E Chanel N.5 ormai lo considero proprio il suo odore!^^
    Un bacio!
    s

    http://s-fashion-avenue.blogspot.it

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  6. Che belle le tue parole, si percepisce davvero l'amore per la tua famiglia.

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