mercoledì 22 maggio 2013

Cose che accadono

Scrivere era il mio appuntamento quotidiano con me stessa.  Mettere un punto fermo, nero su bianco, tra i tanti puntini di sospensione, le virgole e le parentesi aperte della mia giornata.
Ormai non riesco neppure a fare questo. Frustrazione si somma a frustrazione, rabbia a rabbia, in una equazione dal risultato non sempre matematicamente scontato.
Si, perché se sommi tante insoddisfazioni, non è detto che necessariamente ti riempi di rancore verso il mondo, verso te stesso, la vita o le circostanze che più o meno potrebbero apparire la causa del diffuso malcontento che ti pervade. 
Magari scopri, piano piano, dopo un lento labor limae, che tutto questo "levare" delle emozioni buone e questo "aggiungere" di sentimenti non esattamente positivi lasciano uno spazio grande dentro di te. comeuna fossa, come cratere delle luna, che paciosa ci guarda ogni giorno nascosta dalla luce del sole e ci abbracica di notte, nell'oscurità della sera.
Un cratere, dicevo, un cratere diverso dove trovano posto sensazioni nuove, come la conoscenza dei limiti, l'accoglienza dell'altro, del bene anche picoclo che ti può regalare. Sedimenti di quelli che in molti chiamano "maturità" e che io, in adolescenza, contestavo con ogni forza residua in corpo, appellandola come fragilità. 
Ci sono cose che credevo non avrei mai accettato, compromessi che non avrei mai voluto fare e tra una fitta allo stomaco e un dolore lancinante al cuore, ti riscopri a capire che la vita è qualcosa di diverso da quello che avevi immaginato di scrivere con una bella penna in gel nera lungo le pagine bianche della tua Moleskine nuova. Una per ogni anno.

venerdì 10 maggio 2013

Laurea(rsi)




Laurea

[làu-re-a]

SIGN Riconoscimento del compimento di un corso universitario

dal latino: [(corona) laurea] corona d'alloro.

Concluso un percorso di studi superiore, universitario, si ottiene la laurea: ma che cos'è? Siamo abituati a pensarla come un documento ufficiale, un'attestazione, un foglio da allegare a una domanda di partecipazione a un concorso, una pergamena da appendere - o un frustrato pezzo di carta che alla fine non ti serve a niente. Ma nell'uso corrente si perde il contatto con la parola: laurea è un aggettivo vòlto al femminile, è qualcosa di laureo, cioè qualcosa fatto di alloro - in particolare, si sottintende, una corona.
L'alloro è una pianta importante, nella nostra cultura: alto, sempreverde e profumato in modo inebriante, da sempre i suoi rami, intrecciati, sono l'ornamento posto sul capo del generale vittorioso e del più alto poeta. La celebrazione più vicina all'apoteosi ha il proprio simbolo nell'umiltà viva della flora: non vuole la morta corona d'oro e di gemme. Il serto leggero che cinge la testa di Petrarca vale più di una pesante corona di re.
Così, quelli che - si dice a Padova, nell'800 - hanno per primi intrapreso l'uso di mettere in capo corone d'alloro a chi giungeva alla fine degli studi universitari, hanno allora scelto di riabbracciare un onore conferito per mezzo del simbolo vivo. E oggi più che mai percepiamo che il traguardo di una laurea non può essere qualcosa di minerale, il cristallizzarsi in un futuro d'impronta accademica - vuoi perché è difficile trovare lavoro, vuoi perché la società cambia e la formazione diventa una tensione continua, proteiforme, che dura tutta la vita. Perciò un serto vivo dà una buona dimensione di un traguardo vivo - che magari non ti rivoluziona l'esistenza, ma per cui è giusto fermarsi e festeggiare con una corona in testa.



Special thanks to unaparolaalgiorno.it
Mi piace immaginare che, nella vita, ci siano vari momenti in cui ci si possa considerare laureati, anche senza corona di profumato alloro, anche senza feste, sfarzi, brindisi e celebrazioni.
Ritengo che ci sono punti fermi nelal vita di ognuno, che speso vengono conquistati a carissimo prezzo. L'importante è che ne valga sempre la pena e non si riducano a meri pezzi di carta da appendere alle pareti del salotto buono... o dietro la scrivania dell'ufficio.

A distanza di qualche settimana dal mio compleanno, se mi guardo allo specchio , tra nuove rughe che nn avrei voluto mai scoprire ed occhi troppo segnati da un riposo eccessivamente rimandato, tutto sommato penso di essermi "laureata" in qualcosa, ma soprattutto che ci siano ancora così tanti percorsi che voglio intraprendere, intrecciare, verso cui cimentarmi da poter asserire che la vita spesso ti condanna ad una condizione di eterna matricola. E non necessariamente è un male.