venerdì 10 maggio 2013

Laurea(rsi)




Laurea

[làu-re-a]

SIGN Riconoscimento del compimento di un corso universitario

dal latino: [(corona) laurea] corona d'alloro.

Concluso un percorso di studi superiore, universitario, si ottiene la laurea: ma che cos'è? Siamo abituati a pensarla come un documento ufficiale, un'attestazione, un foglio da allegare a una domanda di partecipazione a un concorso, una pergamena da appendere - o un frustrato pezzo di carta che alla fine non ti serve a niente. Ma nell'uso corrente si perde il contatto con la parola: laurea è un aggettivo vòlto al femminile, è qualcosa di laureo, cioè qualcosa fatto di alloro - in particolare, si sottintende, una corona.
L'alloro è una pianta importante, nella nostra cultura: alto, sempreverde e profumato in modo inebriante, da sempre i suoi rami, intrecciati, sono l'ornamento posto sul capo del generale vittorioso e del più alto poeta. La celebrazione più vicina all'apoteosi ha il proprio simbolo nell'umiltà viva della flora: non vuole la morta corona d'oro e di gemme. Il serto leggero che cinge la testa di Petrarca vale più di una pesante corona di re.
Così, quelli che - si dice a Padova, nell'800 - hanno per primi intrapreso l'uso di mettere in capo corone d'alloro a chi giungeva alla fine degli studi universitari, hanno allora scelto di riabbracciare un onore conferito per mezzo del simbolo vivo. E oggi più che mai percepiamo che il traguardo di una laurea non può essere qualcosa di minerale, il cristallizzarsi in un futuro d'impronta accademica - vuoi perché è difficile trovare lavoro, vuoi perché la società cambia e la formazione diventa una tensione continua, proteiforme, che dura tutta la vita. Perciò un serto vivo dà una buona dimensione di un traguardo vivo - che magari non ti rivoluziona l'esistenza, ma per cui è giusto fermarsi e festeggiare con una corona in testa.



Special thanks to unaparolaalgiorno.it
Mi piace immaginare che, nella vita, ci siano vari momenti in cui ci si possa considerare laureati, anche senza corona di profumato alloro, anche senza feste, sfarzi, brindisi e celebrazioni.
Ritengo che ci sono punti fermi nelal vita di ognuno, che speso vengono conquistati a carissimo prezzo. L'importante è che ne valga sempre la pena e non si riducano a meri pezzi di carta da appendere alle pareti del salotto buono... o dietro la scrivania dell'ufficio.

A distanza di qualche settimana dal mio compleanno, se mi guardo allo specchio , tra nuove rughe che nn avrei voluto mai scoprire ed occhi troppo segnati da un riposo eccessivamente rimandato, tutto sommato penso di essermi "laureata" in qualcosa, ma soprattutto che ci siano ancora così tanti percorsi che voglio intraprendere, intrecciare, verso cui cimentarmi da poter asserire che la vita spesso ti condanna ad una condizione di eterna matricola. E non necessariamente è un male. 



3 commenti:

  1. :) che bella che sei giò..un bacione
    Ale
    ps scusami l'anonimo ma non mi riconosce l'id wordpress ne quello blogger..

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  2. eh la laurea più difficile è quella nella gestione della propria vita.
    L'altra è un bel traguardo ma sempre un pezzo di carta!
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  3. mi sei mancata!
    tu sei laureata in bellezza!
    quella interiore♥

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